ISOLA E SOGNA: lo spettacolo documentario su Giusi Nicolini

Un ragazzo e una ragazza, di circa undici anni, sono di fronte al pubblico, lo guardano, lo indicano e lo studiano. Danno un nome agli spettatori, descrivono il modo in cui sono vestiti, gli attribuiscono un lavoro. Escono di scena.

Su due poltrone, uno di fronte all’altro, Fiorenza Menni e Andrea Mochi Sismondi, i due attori della compagnia Ateliersi che si guardano. Dietro di loro invece Vittoria Burattini alla batteria e Mauro Sommavilla all’elettronica e alla chitarra, accompagnano musicalmente lo spettacolo insieme a Vincenzo Scorza alla direzione suono.

Questo è ISOLA E SOGNA: ultimo spettacolo della rassegna EUROPA! EUROPA! di ZONAK. Uno spettacolo semplice, che si relaziona con il pubblico su tre livelli: con i due giovanissimi attori che coinvolgono gli spettatori, attraverso i due adulti fulcro dello spettacolo che con la drammaturgia creano uno spazio di condivisione di idee e pensieri e tramite i musicisti che sviluppano un continuo musicale sin dall’inizio dello spettacolo.

Il lavoro della compagnia è uno studio sulla figura di Giusi Nicolini, ex sindaco di Lampedusa, che fra il 2012 e il 2017 si batté per rendere la sua isola un luogo di accoglienza e non più l’isola-carcere nel cuore del Mediterraneo.

La costruzione della figura della Nicolini si sviluppa sia attraverso le parole dei due attori, che riportano sulla scena le testimonianze delle persone incontrate a Lampedusa nel loro lavoro di ricerca e di costruzione della drammaturgia, sia grazie alle parole della Nicolini tratte dal libro-intervista Lampedusa. Conversazioni su isole, politica, migranti. Ciò che sentiamo dire sul palco è infatti il frutto delle interviste e del materiale raccolto sull’Isola: parole vere degli abitanti, degli attivisti, di chi la sosteneva e di chi aveva smesso di sostenerla. Il lavoro di delineazione del personaggio non è costruito solo attraverso la parola, ma anche attraverso il movimento: i due attori, seduti su due poltrone, cambiano posizione di continuo, fino a rigirare questi oggetti al contrario, con lo scopo di mostrare simbolicamente attraverso la poltrona il tentativo dell’ex sindaco di trovare la sua comodità, in una situazione che non lo è.

Emerge da questo intrecciarsi di pensieri una personalità determinata, che mano a mano comincia a creare un vuoto attorno a sé, soprattutto sull’Isola. Sentiamo per tutto lo spettacolo il riecheggiare della parola “isola”. Isola in quanto Lampedusa, Isola in relazione al processo di isolamento e straniamento della Nicolini. Un processo di isolamento rispetto alle altre figure istituzionali della città per rendere Lampedusa una realtà conosciuta, per portarla sul tavolo del dibattito europeo, per trattare l’argomento dell’immigrazione su un piano più alto e non più come se fosse esclusivamente il problema di un piccolo comune italiano. La figura dell’isola e la figura della Nicolini si allontanano, invertono le loro posizioni: Lampedusa emerge a livello europeo, perde la sua posizione di isolamento mediatico mentre la Nicolini, nonostante a livello nazionale ed europeo diventi sempre più conosciuta, si ritrova isolata nella sua Lampedusa.

ISOLA E SOGNA accompagna lo spettatore all’interno di un pensiero costruito dagli attori, che senza mettere il pubblico in una condizione di crisi, senza colpevolizzarlo, senza provocarlo, riesce a far nascere dibattiti e ragionamenti. È uno spettacolo che attraverso una modalità semplice di comunicazione riesce nel suo intento di creare un luogo di incontro e di scambio di idee.

La pièce semplifica le modalità di espressione del tema tanto da essere un vero e proprio spettacolo-documentario e spettacolo-concerto, come viene definito dalla compagnia: le varie voci degli abitanti e degli attivisti di Lampedusa e la voce della Nicolini si fondono e si concretizzano nella voce dei due attori;  al contempo i musicisti creano un accompagnamento musicale che è dialogo con gli attori, che è un accompagnare il testo nelle varie fasi di sviluppo della figura dell’ex sindaco di Lampedusa. Attori e musicisti realizzano un concerto di voci e suoni che insieme producono un lavoro unitario e coerente.

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Valeria Pagani

Quella che fa cose. Nata a Milano nel 1995, vive e lavora tra le Colonne di San Lorenzo e Festa del Perdono. Ama il teatro e avere sotto controllo tutto (non sempre ci riesce).

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