Nell’universo dei giochi da tavolo il genere horror è quello che più scarseggia, probabilmente per la difficoltà di suscitare paura attraverso una manciata di dadi e un tabellone di cartone, ma tra gli scaffali è possibile riuscire a trovarne uno che ci riesce appieno.

Le Case della Follia è un gioco da tavolo basato sull’horror, la pazzia e il mistero e può coinvolgere da uno a cinque giocatori. Un mix perfetto tra un GDR e Cluedo, ispirato ai racconti del maestro del brivido H. P. Lovecraft.

Le Case della Follia ricrea una trama investigativa avvincente ogni volta che si inizia una partita. È lo stesso gioco, tramite la sua app, a fare da master creando ogni volta uno scenario diverso che, attingendo a piene mani dai racconti dello scrittore di Providence, fornisce ai giocatori la mappa da esplorare e il mistero da risolvere. Il computer  determina i mostri che gli investigatori potranno incontrare, gli indizi rinvenibili, e a quale sorprendente finale andranno incontro.

Ogni giocatore deve immedesimarsi nei panni di un investigatore, ciascuno con le proprie abilità e caratteristiche uniche, con le quali, unendo le forze con gli altri, dovrà trovare una risposta al mistero.

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L’ indagine non è però l’unica sfida de Le Case della Follia: infatti, ad intralciare i giocatori, ci sono mostri terribili, che i lettori di Lovecraft riconosceranno subito, apprezzandone i fedeli modellini. Chi ha letto i racconti sa che si tratta di mostri molto pericolosi, e gli scontri, specie se ci si trova isolati o mal equipaggiati, possono rivelarsi una sfida insormontabile. Trovarsi davanti Yog-Sothoth è davvero una brutta esperienza, e non solo per quanto riguarda il combattimento fisco. Non esiste infatti Lovecraft senza follia, e allora, oltre ai punti vita, i giocatori devono prestare attenzione a non perdere troppi punti di sanità mentale in conseguenza del terrore che i nemici infondono negli investigatori. Arrivare a zero punti di sanità mentale comporta l’assegnazione di una delle carta follia, che complicherà esponenzialmente la riuscita della missione del party.

Ogni round è diviso in due fasi. La prima è la “Fase degli investigatori”, nella quale ognuno dei giocatori può effettuare due azioni tra quelle possibili (cercare indizi utili per risolvere il caso, esplorare stanze o strade, risolvere rompicapi o attaccare i vari mostri), mentre la seconda è la “Fase dei miti”, gestita completamente dall’app e nella quale possono accadere eventi catastrofici in cui i mostri possono muoversi e attaccare gli investigatori.

Le Case della Follia è un gioco cooperativo, dove i partecipanti (follia sopravvenuta a parte) giocano tutti dallo stesso lato, poiché il ruolo del master – gestore dell’intera partita – è affidato all’applicazione, la quale si occupa di indicare quali tasselli e segnalini vanno messi sul tavolo all’inizio; poi, mano a mano che vengono esplorate le stanze, ribadisce il suo controllo segnalando quali altri tasselli/segnalini/mostri debbano fare la propria comparsa nel gioco. Va ricordato inoltre che anche il combattimento è sempre gestito dall’app che calcola il danno a seconda del tipo di arma usata (da taglio, pesante, incantesimo, ecc.) e che calcola le chances che un giocatore ha di passare i vari test, indispensabili per avanzare nella sfida.

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Uno dei possibili scenari del gioco.

I giocatori di D&D potrebbero trovare strano che una parte così importante della partita sia affidata ad un’app; ma non c’è nulla da temere, il computer sa essere tanto imprevedibile quanto crudele come il peggiore dei vostri amici. L’unico neo è riscontrabile non in una vera e propria ripetitività, ma nel fatto che, sebbene l’app generi ogni volta una mappa diversa, una volta vinto uno scenario, questo, se rigiocato, avrà un alone di già visto, semplificando di molto la sfida ai giocatori con la memoria migliore.

Punto di forza del gioco è sicuramente la  mappa modulare che, grazie alla cura per i dettagli (sembra davvero di ritrovarsi tra le vie di Arkham ad esplorare manieri e cimiteri)  e il suo effetto sorpresa, rende ogni turno una sfida di tattica per i giocatori. A pari livello vanno certamente i già citati modelli dei mostri che ricordano con estrema precisione ed efficacia le migliori intuizioni della narrativa lovecraftiana.

Non adatto ai deboli di cuore. Richiede impegno e dedizione. Non certo una partitella a carte, anzi, le regole complesse e articolate richiedono uno studio profondo.

La follia comincia da qui.

Articolo di Andrea Predieri

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