Comincia qui un ciclo di tre articoli dedicati alle auto produzioni che ho avuto il piacere di scoprire in quel di Lucca nella forgia di autori che è la Self Area; e oggi parliamo di mondi post apocalittici.
2053 è un lavoro a 8 mani ambientato 31 anni dopo una gigantesca catastrofe climatica che ha cambiato per sempre gli equilibri del mondo. Non ci sono origini o racconti dei primi giorni: proprio a replicare l’isolamento di ogni singola parte del mondo, tutto viene presentato con brevi frasi, notizie certe, voci o leggende che hanno iniziato a circolare. Sette parti del mondo per sette autori diversi, ma con una figura di riferimento per tutti: L’esploratore Bertram Morris. Tutte le vicende narrate in questo volume, infatti, sono collegate all’imponente missione di questo paladino dell’aria britannico che è stato incaricato dal CVG inglese (il comitato di ventura globale) di girare il mondo in mongolfiera, per documentare cosa è successo e come l’umanità stia sopravvivendo.

Roa Rivista online d'avanguardia 2053

7 storie, 7 parti del mondo, 7 universi apparentemente non collegati se non dalla tragedia e dalla sofferenza, ma in ogni storia un barlume di speranza risplende sempre nelle ultime vignette.
Come in tutti gli universi post apocalittici, vengono lasciate moltissime sotto trame in sospeso, numerosi personaggi rivelano solo pochi elementi di un passato decisamente oscuro e le ambientazioni inesplorate lasciano intravedere un futuro per quella che spero vivamente diventi una saga. Lo sforzo collettivo mi è molto piaciuto, ogni autore dona uno stile, un tono e un ritmo differente alla sua storia creando un effetto prismatico in cui il mondo e il protagonista cambiano in base a dove ci si trova. Mi è sembrato anche molto avvincente l’intreccio con la geopolitica attuale per gli antecedenti di ogni singola storia con un dispotico Putin, un Sud America in bilico tra le sue tradizioni passate e il futuro e un’India alla disperata ricerca di un grande Leader unificatore, insieme al dibattito fortissimo sul suo passato tradizionalista e la spinta verso il progresso. Non manca anche un’ambientazione italiana che mostra una penisola letteralmente spaccata in due con una voragine aperta tra l’Emilia e il nord e due fazioni estreme ed inconciliabili che si combattono per il potere con una chiesa rinchiusa nella sua bolla di vetro e ormai lontana dal mondo.
Il volume si conclude con una lettera che annuncia la partenza di Bertram verso l’Africa, continente inesplorato e senza alcuna comunicazione, lasciando spazio ad un seguito sulle avventure di questo curioso esploratore e dando ai lettori che si sono appassionati a questo mondo come me, la speranza di un seguito magari con 7 nuovi autori in 7 nuove parti del mondo.

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Una volta terminata la lettura di questo sforzo collettivo mi vengono da fare due considerazioni principali, una interna ed una esterna all’opera. La prima è che quest’intera visione post apocalittica si concentra non su tornei, labirinti o lotte ai mutanti, bensì sul lavoro di un esploratore intento a lasciare qualcosa all’umanità che verrà, “sempre se ce ne sarà rimasta una”. Oggi più che mai è importante valorizzare il nostro patrimonio di umanità e non lasciare niente e nessuno indietro, rendere la conoscenza un bene pubblico lasciando che tutti ne abbiano sempre e comunque pari accesso.
La seconda riguarda la mia personale scoperta di quest’opera: è un prodotto di qualità fatto da autori che conoscono il loro mestiere e merita sicuramente l’attenzione di un pubblico più grande (sperando di esserne un degno portavoce). Ho anche avuto la fortuna di incontrare due degli autori: Ivan Lodi e David Ferracci che si sono mostrati molto simpatici e desiderosi di parlare del loro lavoro.

L’invito che vi porterò per i prossimi tre articoli che troverete su Roa sarà, quindi, sempre lo stesso: immergetevi nel mondo dell’autoprodotto perché potreste essere proprio voi a dare quel piccolo contributo in più non solo economico ma anche di fiducia e rispetto che può far decollare la carriera di una saga o di un fumettista.
Detto questo, vi aspetto per il prossimo appuntamento con il mondo del self publishing su queste pagine, dove parleremo di uno sforzo collettivo di ben 18 autori dalle tematiche, come dire, decisamente più intime.

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