Un uomo torna a casa dopo una giornata di lavoro. Messaggi nella segreteria telefonica: il fratello, la segretaria, il padre. Altre persone. Si toglie il vestito da lavoro, entra in bagno, nel suo spazio di intimità, lo spazio in cui può liberarsi dai vestiti di una vita ordinaria che gli va stretta e che lo costringe a non essere se stesso. L’uomo apre l’acqua della vasca da bagno e un’energia si sprigiona dal suo corpo mettendo in atto la sua metamorfosi.

Il collettivo della città di Ebla ha portato in scena al teatro Out Off per il Danae Festival, La metamorfosi frutto di uno studio basato sull’omonimo racconto kafkiano, spettacolo che esiste da anni e che ad ogni rappresentazione si rinnova e si ritrasforma.

È uno spettacolo intimo in cui il performer Alessandro Bedosti si mette a nudo entrando in relazione con lo spazio scenico costituito da un’enorme scatola di vetro che al suo interno contiene un bagno, spazio intimo e privato in cui ognuno può chiudersi lasciando le angosce del quotidiano all’esterno.

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Quello che vediamo in scena è un continuo movimento, un continuo mutare forma, un ricercare la forma più adatta per costruire meglio la propria identità. Il bagno diventa ventre accogliente che dà la possibilità di rinascita, una rinascita sofferta, tortuosa e non armoniosa e lineare, una rinascita che continua ad essere in divenire e non ha lo scopo di trovare un punto di arrivo. Al contempo il bagno prende vita, si tinge di colori propri staccandosi anche dalla presenza dell’attore. Musiche elettroniche seguono il movimento del performer creando di volta in volta nuovi appuntamenti musicali (in questo spettacolo nulla è rigido e fisso) e relazionandosi con l’attore. Si crea un dialogo continuo fra musica e performer in cui le due parti si inseguono, si assecondano o vanno in dissonanza.

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Poi, di nuovo, un messaggio in segreteria. L’interruzione della metamorfosi. Il ritorno al mondo che esiste al di fuori del bagno, il ritorno alla vita degli obblighi di tutti i giorni. L’attore esce dalla scatola-bagno, si ritorna alla vita di sempre. La scatola-bagno si tinge di un arancione intenso fino a quando tutto si spegne.

La metamorfosi è uno spettacolo che parla a tutti grazie al suo tema tanto forte quanto semplice: la ricerca della propria forma, della propria identità. Ciascuno, però, vive lo spettacolo in maniera personale; ognuno guardando Alessandro Bedosti muoversi ravvisa forme diverse, la scatola-bagno agli occhi di ogni persona rappresenta qualcosa di differente: per qualcuno è una cella, un luogo opprimente, per qualcun altro  una serra rigogliosa di vita. Ed è questo uno dei lati più interessanti di questo spettacolo: parla a tutti e ognuno si riflette nella propria esperienza personale realizzando che la metamorfosi è un percorso ciclico, non è un evento unico e irripetibile, è qualcosa che avviene ogni giorno quando varchiamo la soglia di casa lasciando il resto del mondo fuori.

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