Approda agli Arcimboldi Il Rocky Horror Picture Show, musical epocale che dagli anni ’70 continua ad attirare e appassionare persone di tutte le età. Insomma, un musical intramontabile che non smette mai di stupire e di essere sempre attuale e irriverente.

La produzione che porta in scena il capolavoro di Richard o’Brian è inglese ed è perfetta. Fin troppo perfetta. Troppo precisa. Porta in scena il musical in maniera magistrale senza però trasmettere abbastanza. Sarà che il film è ineguagliabile e irraggiungibile? Però pare strano che gli attori non riescano a trasmettere quell’energia erotica (e al contempo comica) a cui ci aveva abituato la pellicola.

Lo spettacolo è quindi molto piacevole, ma non sperimenta, ripropone un adattamento molto fedele con poche aggiunte personali non sempre riuscite. Per esempio Frank’N’Furter biondo.

Quello che più stupisce in questo spettacolo è sicuramente la scenografia che mostra fin da subito l’entità della colossale produzione. Costumi perfetti, pensati, sbrilluccicanti e succinti. Coreografie semplici ed efficaci, alcune riuscite benissimo: per esempio nella scena di “Don’t dream it, be it” in cui piume bianche fanno da protagonista e la danza è ipnotizzante e sensuale.

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Foto presa dal sito ufficiale BB promotion.

La partecipazione di Bisio che interpreta il narratore esterno è riuscitissima: l’uomo si dimostra simpatico e alla mano proponendo un intrattenimento semplice come se fosse un amico al bar. Purtroppo, il tipo di comicità proposto è talvolta  troppo ironico nei confronti della compagnia e fa sentire questo gruppo di attori inglesi ancora più estraneo e ospite. Bisio comunque riesce a far divertire gli spettatori e anzi, coinvolge e si fa coinvolgere dal pubblico rendendo l’atmosfera molto informale.

Il teatro degli Arcimboldi, inoltre, non si presta ad uno spettacolo del genere: lo spazio scenico è troppo dispersivo e vuoto (pur essendo funzionale) e gli spettatori sono troppo lontani dal palco, non solo quelli in galleria che non riescono a vedere nemmeno il volto degli attori, ma anche quelli in platea. In più molta gente del pubblico (ahimè, problema di noi italiani) non capendo bene il testo non riesce a godersi appieno lo spettacolo. Quello che è strano è la disattenzione da parte del teatro che, pur avendo i monitor dietro ogni sedile e pur essendo lo spettacolo uguale a se stesso dal ’73, non si adopera per inserire i sottotitoli durante lo spettacolo.

Detto questo, Rocky Horror è sempre uno spettacolo divertente grazie anche al suo essere interattivo. Parte del pubblico, infatti, era grande conoscitore del musical e interagiva spesso con gli attori e con Bisio: come per esempio rispondere “UUH” ogni volta che qualcuno in scena diceva “Doctor Scott”. Però per il costo dello spettacolo e l’atmosfera distaccata (chi ha provato a ballare il Time Warp in piedi è stato gentilmente pregato di sedersi), è sicuramente meglio guardare il film a casa con i propri amici oppure andare al Mexico (il 17 novembre 2017 ci sarà una proiezione), per sentire quell’atmosfera da teatro off, informale ed esplosiva, in cui effettivamente è nato lo spettacolo.

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