Autopubblicarsi con Amazon – l’esperienza di una giovane scrittrice

Manuela Bottiglieri, classe ’91, ischitana, ha sempre avuto un sogno nel cassetto: fare la scrittrice. All’età di tredici anni, inizia a creare la sua storia; l’anno scorso riesce finalmente a dare una forma definita al suo romanzo e decide di pubblicarlo. Così quest’anno, pubblica “Viaggi di Nuvole”. Ma come? Le case editrici che contatta propongono delle soluzioni che le fanno subito storcere il naso e decide quindi di affidarsi ad Amazon. Oggi raccontiamo la sua storia, sperando possa essere d’aiuto anche a qualcuno di voi! 

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La presentazione del libro avvenuta a Ischia il 4 agosto 2017.

Da dove è nata l’idea del libro?

Ho cominciato a scrivere tutto a mano in terza media, più o meno a tredici anni. Per me era uno sfogo, un modo per passare il tempo. Ho sempre avuto la passione della scrittura. Poi, a sedici anni, mi sono trasferita a Torino per terminare il liceo e ho smesso di pensare al mio racconto: il manoscritto è rimasto nel cassetto e anche se qualche volta lo riprendevo in mano, non ho mai pensato a una pubblicazione. Qualche mese fa ho deciso che era giunto il momento di continuare questa storia e ho trovato il coraggio di terminarla e di cercare un modo per pubblicarla. Rileggerla a distanza di anni è stato molto interessante, perché intanto ero cresciuta, avevo cambiato modo di scrivere, di vedere il mondo. Sono rimasta molto affascinata e colpita nel vedere come sono cambiata.

Parliamo del libro, della sua trama, della sua struttura.

È una storia molto personale e parzialmente autobiografica. L’idea di partenza nasce come una proiezione su come sarebbe potuta essere la mia vita futura. La protagonista si trasferisce a Roma (la città in cui avrei voluto vivere) per cominciare l’università. La mia protagonista è una sorta di alter ego: abbiamo degli elementi in comune, certamente, ma non è completamente Manuela; è più timorosa, ha avuto una vita diversa. Il romanzo intreccia diversi generi: inizialmente sembra una normale storia d’amore, poi prende una piega thriller con elementi fantastici. In questa storia nulla è come sembra, e la trama continua a prendere pieghe diverse e si infittisce cambiando sia ritmo narrativo sia atmosfera. Viaggi di nuvole finisce in maniera aperta. L’idea appunto è quella di scrivere una trilogia. Ma al momento non lo so ancora, è tutto in divenire, vedremo.

Come ti sei mossa all’inizio per trovare un editore?

Ho cominciato con alcune ricerche online per trovare un editore e contemporaneamente mi sono confrontata con amici e conoscenti che conoscevano meglio l’ambiente. Poi ho mandato il manoscritto ad alcune case editrici, sia grandi sia piccole: c’è stato un riscontro immediato da quelle più piccole, mentre quelle più grandi non hanno mai risposto. Le grandi case editrici non investono sugli scrittori emergenti, soprattutto se non hai qualcuno che ti possa introdurre e presentare.

Il problema è che in un periodo come questo quasi nessuno se la sente di investire in autori sconosciuti. Per questo motivo mi hanno fatto la solita proposta che avanzano ai giovani scrittori: sarei stata obbligata ad acquistare personalmente un certo numero di copie per coprire le spese di stampa. Si sarebbero presi una percentuale sulle copie (di per sé non sarebbe stato un problema, ma non avevano una distribuzione sicura su territorio nazionale). Quindi l’acquisto e la vendita del libro sarebbero stati a discrezione delle librerie. Non mi davano alcuna certezza.

 

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Immagine presa da Amazon.

Per questo è nata l’idea di pubblicare con Amazon.

Esatto. Ho iniziato da un paio d’anni a fare acquisti online su Amazon con una certa frequenza e leggendo blog e siti di scrittori emergenti ho scoperto che c’era la possibilità di pubblicare il proprio libro in formato e-book. In più, con un investimento davvero contenuto rispetto a quello che chiedono le case editrici, era possibile anche farselo stampare. Ho pensato a quel punto che non fosse necessario affidarmi a una casa editrice dati i costi proibitivi – e scorretti – delle proposte di contratto.  Ho preferito pubblicare e stampare con Amazon.

Il mio è stato un lavoro artigianale perché mi sono occupata personalmente della copertina e dell’impaginazione partendo da zero, dato che non ho esperienza e dimestichezza in questo settore. Ovviamente sono consapevole dell’artigianalità del mio lavoro, ma ho preferito creare almeno all’inizio qualcosa che fosse completamente mio. Più in là sicuramente mi affiderò a un grafico e a una tipografia, a qualcuno di più competente.

È stato anche divertente, perché sono andata a tentativi, facendo tutto da sola senza affidarmi ad alcun professionista. Quindi inizialmente, quando mi sono arrivate la prime copie da Amazon, alcune erano in un formato troppo piccolo, altre in un formato troppo grande, una volta mi è arrivata una copia grande come un quaderno! Poi man mano, tentativo dopo tentativo, sono riuscita a trovare il formato adatto.

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Come hai affrontato il problema della distribuzione?

Per ora a Ischia lo vendo in negozio (i genitori di Manuela hanno un’attività a Ischia), riesco a distribuirlo sull’Isola. Il problema è distribuirlo anche al di fuori. Per ora sono in contatto con una professoressa di Napoli che ha intenzione di presentarlo nel liceo in cui insegna. Poi ovviamente lo si può acquistare su Amazon e sicuramente nel momento in cui si penserà a una vera e propria distribuzione mi affiderò a degli esperti del settore, cosicché il prodotto finale passi dall’“artigianale” al professionale. Grazie al lavoro che faccio (Manuela scrive per una testata ischitana e lavora anche come camerawoman per alcuni festival di cinema fra Capri e Ischia) sono in contatto con qualcuno in Rai, c’è la possibilità che vada a presentare il libro su Rai1.

Proverai a riproporre il libro a un’altra casa editrice?

Sì, però aspetto il momento giusto. Pensavo di portare il libro in giro, di presentarlo e trovare qualcuno che possa credere in me e aiutarmi nella distribuzione. Per ora qualcuno si è interessato al romanzo e sembra che ci siano buone possibilità per presentarlo e distribuirlo a Napoli. Il mio sogno ovviamente è essere pubblicata da una grande casa editrice, Mondadori o Rizzoli…

Quale consiglio daresti a chi come te ha un romanzo nel cassetto?

Sembra banale, ma l’importante è crederci, è fondamentale non scoraggiarsi davanti alle prime porte chiuse in faccia, ai primi no.  Credo che sia necessario andare sempre avanti, non fermarsi e non demordere. Quindi, semplicemente, bisogna avere il coraggio di credere nel proprio lavoro e di non avere paura delle critiche.

 

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Valeria Pagani

Quella che fa cose. Nata a Milano nel 1995, vive e lavora tra le Colonne di San Lorenzo e Festa del Perdono. Ama il teatro e avere sotto controllo tutto (non sempre ci riesce).

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