Venezia 2017 | Day Seven

mother!, minuscola e punto esclamativo inclusi, era decisamente uno dei film più attesi del festival, ritorno dietro la macchina da presa di Darren Aronofsky a tre anni di distanza dal pessimo Noah.

I suoi fan affezionati si erano già divorati il trailer e avevano iniziato a speculare sull’ipotetica trama di questo nuovo lavoro, ma l’attenzione di tutti, anche dei meno interessati, è stata catturata dall’uscita di uno dei poster ufficiali, costruito con chiari rimandi a quel capolavoro basato sulla paranoia che è Rosemary’s baby (1968) di Roman Polanski.

Con tante e tanto alte aspettative la delusione non poteva che essere cocente.

mother! segue la vita di una coppia, formata da lui (Javier Bardem), autore in pieno blocco creativo che ha perso tutto nell’incendio della sua casa, e da lei (Jennifer Lawrence), devota moglie che sta sistemando tutti i danni provocati dal fuoco, ricostruendo la dimora in ogni sua parte.

I due si trovano isolati nella quiete di una foresta, senza strade né mezzi di trasporto né campo per i cellulari, quando la loro calma routine viene interrotta dall’arrivo di uno sconosciuto (Ed Harris).

Dall’accoglienza calorosa e immotivata che gli riserva il marito prende il via la spirale discendente di vicende a cui la pellicola ci fa assistere, prima con l’arrivo della moglie (Michelle Pfeiffer) dello sconosciuto, poi dei suoi figli e, infine, con l’esplosione di una follia omicida, seguita da una scena d’amore che è la chiave su cui si apre il secondo atto del film, ancora più sconclusionato e surreale del primo.

Il regista cerca di portare avanti una riflessione sulla situazione dell’umanità, avida, grottesca, fanatica e tanto altro, ma finisce per buttare troppa carne al fuoco e risultare inconcludente: allo spettatore – o almeno, a quello più impressionabile; agli altri non rimane niente – inizialmente resta lo shock di ciò che sta vedendo, ma questo non dura nemmeno fino ai titoli di coda. Figuriamoci pensare di portarsi fuori dalla sala un messaggio un po’ più profondo.

Anche le scelte registiche non si distaccano dal genere horror in quasi niente, risultando praticamente scolastiche. Primi piani, camera a mano per dare quell’effetto tremolante, di incertezza, rumori amplificati e isolati fino all’esagerazione: tutto da manuale, tutto già visto, quasi banale per quello che ci si potrebbe aspettare da un autore come Aronofsky.

I primi fischi seri del festival sono dunque arrivati e non li possiamo troppo biasimare.


Il secondo film della giornata è la commovente ricostruzione, resa possibile grazie a una serie di filmati di repertorio, dell’interpretazione che Jim Carrey fece di Andy Kaufman per il film Man on the Moon (1999) di Milos Forman.

In questo documentario, dal titolo eterno Jim & Andy: The Great Beyond – the story of Jim Carrey & Andy Kaufman with a very special, contractually obligated mention of Tony Clifton, Chris Smith mischia riprese dell’epoca con quelle di un’intervista recente rilasciata da Carrey e riesce a mostrarci, in maniera sincera e genuina, la completa immedesimazione del comico nei panni del suo personaggio Andy (e dell’alter-ego di quest’ultimo, Tony Clifton) e il continuo stupore e, a volte, sfinimento della troupe che lo circondava, costretta ad avere a che fare con una mina vagante, una semplice sagoma di Jim Carrey, ormai praticamente reincarnazione di Kaufman.

La forma è canonica, ma riesce a divertire ed emozionare nei momenti giusti, fornendo un documento importante sul lavoro di un attore iconico, praticamente senza controllo all’epoca delle riprese, ma ormai capace di riflettere su quelle circostanze così particolari e su cosa abbiano significato per il proseguimento della sua carriera.

Un vero toccasana dopo la confusione di Aronofsky; un sano divertimento e l’occasione per riscoprire due grandi talenti del cinema e tutto ciò che nascondono sotto la loro maschera.

Annunci
Francesca Sala

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...