Venezia 2017 | Day Three

Giornata di anteprime piuttosto prevedibili a Venezia questo primo di settembre.

La mattinata è iniziata con la presentazione fuori concorso del film Netflix Our Souls at Night con protagonisti, per la quarta volta insieme, Jane Fonda e Robert Redford, che stasera verranno premiati con il Leone d’Oro alla Carriera.

Si parla di solitudine, in questa pellicola, di invecchiamento e del fare i conti con il proprio passato.

Tematiche anche interessanti, ma sviluppate in modo così lineare da eliminare qualsiasi occasione di stupore o sorpresa durante la visione.

Redford e Fonda reggono sulle loro esperte spalle la gran parte di questa commedia romantica di terza età, riuscendo a dare vita a performance credibili, ma questo è il massimo che si può dire di un film come questo: senza infamia e senza lode.


 

Dopo pranzo è la volta della seconda produzione Netflix della giornata, i primi due episodi della serie Suburra, esordio produttivo del mondo italiano per il colosso streaming.

Anche qui tutto si svolge come previsto: vengono ripresi personaggi e toni del film, approfondendo o modificando alcuni dettagli – a volte, rendendoli addirittura più convincenti di quelli della pellicola del 2015.

Come primo assaggio non è deludente, ma nemmeno esaltante in modo estremo: i rimandi alle atmosfere di Gomorra sono un po’ troppi e possiamo solo sperare che, il 6 ottobre (data del rilascio della serie), riusciremo a capire se Suburra ha una sua anima vera e propria o se ha solo preso in prestito quella di qualcun altro.


 

Ma è in mezzo a queste due proiezioni che si trova la vera sorpresa della giornata: Lean on Pete del delicato Andrew Haigh (famoso per 45 anni e la serie HBO Looking). 

Charley (Charlie Plummer) ha un padre ingombrante ma dal cuore buono (Travis Fimmel), una zia molto amata con cui però ha perso i contatti da tempo, e prova una forte attrazione verso il maneggio che si trova vicino a casa sua.

Si ritrova così a lavorare per un allenatore di cavalli da corsa (Steve Buscemi) e a badare ai guai che suo padre, inevitabilmente, attira. Suo compagno diventa il cavallo Lean on Pete con il quale condivide il lungo viaggio alla ricerca della zia.

Haigh riesce ad alternare in maniera equilibrata momenti di crescita e formazione con attimi che riportano improvvisamente indietro il giovane Charley.

Il film si sviluppa così mischiando la razionalità dell’età adulta, venuta a galla forzatamente a causa delle circostanze, con l’impulsività e l’ingenuità tipiche dell’adolescente; tutte sfumature dipinte in maniera più che persuasiva dal giovane attore.

La mano gentile di Haigh, poi, crea inquadrature interessanti, soprattutto per quanto riguarda le scene del viaggio intrapreso dal ragazzo e dal cavallo.

Piccole ma commoventi soddisfazioni, quindi, per questa terza giornata di Venezia 74.

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Francesca Sala

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