Venezia 2017 | Day One

Uomini piccoli alle prese con grandi problemi.

In un mondo in cui la scoperta di un processo capace di miniaturizzare gli esseri umani fa credere di aver trovato la soluzione alle svariate difficoltà che si affrontano a livello globale, la realizzazione che nulla è cambiato può essere devastante.

Ma non solo: uomini piccoli alle prese con problemi piccoli, quotidiani.

Divorzi, lavori insoddisfacenti, relazioni sterili e tentativi di evadere la propria realtà appartengono anche al mondo dei miniaturizzati.

Parla fondamentalmente di questo Downsizing, il nuovo film di Alexander Payne, scelto per aprire la 74 Mostra del Cinema di Venezia.

La volontà è quella di usare questa prospettiva rimpicciolita per porre sotto una nuova luce problematiche sulla bocca di tutti, dal cambiamento climatico all’immigrazione illegale, dai problemi finanziari alla diffidenza nei confronti del diverso.

Ma dire che la pellicola riesce nei suoi intenti sarebbe un’esagerazione.

La narrazione procede in maniera piuttosto prevedibile e piatta, mettendo in campo tanti argomenti importanti senza mai approfondirli fino in fondo (e viste le due ore e un quarto di durata del film questo fatto ha dell’incredibile).

La sensazione che rimane è quindi piuttosto deludente: ci si è divertiti, a tratti, ma ciò che si è visto non è in nessun modo foriero di informazioni nuove o di analisi utili a una riflessione più profonda.

Bene, come al solito, Christoph Waltz nel ruolo di un contrabbandiere serbo, vicino di casa del protagonista Matt Damon e suo compagno di avventure nel mondo miniaturizzato.

Ma anche questa performance non basta di certo a salvare questa “satira epica” – così definita dal suo autore – che, nonostante svariati tentativi, non riesce proprio a trovare la chiave di volta giusta per sbrogliare la matassa di tematiche presentate, globali o quotidiane che siano.

Di tematiche invece completamente diverse, soprannaturali nello specifico, parla il secondo film della giornata, il documentario The Devil and Father Amorth di William Friedkin, conosciuto ai più grazie al suo L’esorcista (1973).

Il regista torna proprio a rivisitare le origini della sua storia, i luoghi e le ispirazioni, ma soprattutto mostra sullo schermo un vero e proprio esorcismo, eseguito da padre Amorth, massima autorità nel campo.

Il documentario purtroppo risulta esageratamente scolastico e didascalico e non riesce, nonostante alcuni spunti interessanti, soprattutto da parte degli intervistati appartenenti alla comunità scientifica, ad appassionare o a coinvolgere lo spettatore nel modo probabilmente desiderato.

Tra persone miniaturizzate e altre possedute, non una grande partenza per questo festival. Riponiamo dunque le nostre speranze nei prossimi giorni e nei prossimi film.

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Francesca Sala

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