Graphic novel | Paperi

Fino ad ora ho letto graphic novel avvincenti, divertenti, profonde ed emozionanti, ma con Paperi, di Marco e Giulio Rincione, ho letto la mia prima graphic novel veramente Oscura.

Questa parola ha molti significati e a questo racconto si applicano tutti. Il senso di buio che permea la narrazione, la consapevolezza della crudeltà che si può raggiungere e il senso di solitudine davanti ad un mondo fatto di fredde maschere, pervadono le pagine di questo libro che, una volta letto, lascerà un segno nel vostro filtro di elaborazione della realtà.

Tutti amiamo la Disney giusto? L’allegria e le emozioni che ci regalano i suoi personaggi sono intramontabili da più di 70 anni, ma vi siete mai chiesti cosa si nasconde dietro le quinte di un mondo così felice? Paperi dà la sua risposta.

Il mondo è controllato dai Topi, imprenditori, politici e titani dei media che controllano l’industria culturale per una grande massa di paperi che gli deve obbedire (e l’obbedienza viene molto spontanea se in televisione si vedono i propri simili che “ce l’hanno fatta”, un modello da seguire e da imitare per vivere come loro). Così nascono le quattro storie che compongo questo volume: i grandi paperi della Disney (con nomi diversi per questioni di diritti d’autore, ma molto facilmente riconoscibili) non sono felici, non sono allegri, hanno dubbi, paure, perversioni e crudeltà nate da un mondo malvagio fatto di manipolazione, avidità e potere che li porterà ad autodistruggersi proprio come i Topi vogliono che avvenga.

Questa è una graphic novel diversa da quelle a cui siamo abituati. La storia (intesa come concatenazione di eventi) è in secondo piano, e sono i personaggi a essere messi a nudo con tutte le loro debolezze e perversioni.

Il disegno non è definito, i colori sono cupi e il lettering quasi mosso, in una generale sensazione di sfocato che porta ancora di più l’attenzione del lettore sull’immaterialità di quello che si cerca di raccontare. Mostrare i demoni sia della società fittizia sia di quella reale riesce molto bene ai fratelli Rincione, che lasciano aperti molti spunti di riflessione in un racconto che, con lo scorrere delle pagine, sembra parlare sempre meno di paperi e sempre più di uomini incapaci di vivere con sé stessi o di combattere le atrocità di un mondo sempre più indifferente.

I dipinti che compongono le pagine di questo volume sono incredibili e mi hanno lasciato davvero a bocca aperta. È raro incontrare un fumetto dallo stile quasi pittorico che attira lo sguardo del lettore sin nelle profondità di ogni tavola, dilatando il tempo di lettura grazie ai minuziosissimi dettagli che si nascondono anche nelle sfocature di ogni tela.

Paperi è un viaggio nell’oscurità del mondo e del cuore per comprendere la vita di chi soffre e di chi indossa quotidianamente una maschera, ma è anche un invito a cercare tutti i giorni quello spiraglio di luce che, nonostante tutto, può mandarci avanti ancora un altro po’.

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Riccardo Lichene

Quello che viaggia, lo storico e il fumettologo. Suono nel tempo libero, scrivo in quello che resta e quando non bastano le parole sfodero la macchina fotografica. Residenza attuale: via labirinti mentali.

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