Estate non significa per forza giocare alle parole crociate tutto il giorno o smettere di guardare film dato che si è in vacanza.
Può essere invece una buona occasione per approfondire argomenti che ci interessano o per recuperare qualche film che non abbiamo mai avuto il tempo di guardare.
Ecco per voi allora due documentari assolutamente da non perdere.
Buona lettura (e buona visione)!

Pasquale Salerno consiglia

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The propaganda game di Álvaro Longoria

Ormai da mesi si discute molto della Nord Corea. Ogni settimana piovono decine di articoli che trattano questo enigmatico paese. Ma come fare a capirci qualcosa più chiaramente? Affidarsi solo al telegiornale e a qualche riassunto su Youtube non è il massimo. Quindi, Álvaro Longoria ci regala un documentario di ottima qualità, in cui mostra un affascinante spaccato dell’attuale Corea del Nord. The propaganda game mostra con chiarezza e lucidità i pensieri del popolo Nordcoreano, le loro abitudini, le loro storie. Svela anche il loro sentimento nei confronti del governo. In parte racconta le loro origini, e in parte mostra il loro presente. Sul finale, Longoria, esprime la sua personale opinione sul futuro dell’assurdo paese, basandosi su tutto ciò che ha visto e raccolto durante le riprese del documentario. Consigliatissimo per farsi un’idea più chiara sulla nazione più discussa del momento.

Elisa Carini consiglia

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She’s beautiful when she’s angry di Mary Dore

Il documentario racconta la battaglia sociale della seconda ondata femminista americana degli anni 60/70. Mente con la prima abbiamo la richiesta del suffragio universale e il tentativo di eliminare ogni ostacolo legale all’uguaglianza di genere, con la seconda vengono affrontati temi come l’emancipazione sessuale, la famiglia, il posto di lavoro, la violenza domestica, lo stupro (definito un “crimine passionale”), il divorzio e molto altro. Tutti temi che vengono affrontati nel documentario, che sottolinea anche quelli che sono stati gli aspetti negativi e i difetti di alcune femministe.

Riccardo Lichene consiglia

XIII Emendamento di Ava DuVernay

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La situazione carceraria negli Stati Uniti è argomento di fortissimo dibattito nazionale e internazionale; questo documentario di Netflix mostra quanto un sistema legato agli interessi economici e politici di una nazione rasenti quello della schiavitù ai danni della popolazione afroamericana. A partire dall’era Clinton, dalla guerra ai cartelli della droga, dalle pene minime obbligatorie fino alla criminalizzazione massiva degli afroamericani, molti stati del sud degli US sono riusciti a creare un’immensa forza lavoro gratuita. Questa è in grado di fornire manodopera alle grandi industrie a prezzi stracciati creando un circolo vizioso che ormai nessuno è interessato ad interrompere. Questo documentario analizza proprio questo: dalla storia della cultura black e delle sue proteste fino ai sistemi economici e finanziari che hanno reso tutto questo possibile; è uno sguardo su una realtà con cui non vogliamo entrare in contatto e che silenziosamente viola i diritti umani di centinaia di migliaia di persone. Consiglio questo film perché va a scavare nelle coscienze di tutti, cercando di responsabilizzare coloro che, consapevolmente o meno, sono causa di tutto questo.

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