Tutta colpa di Blablacar – Parte IV

Francesca e Maria rimasero fisse a guardare Elena, poi si scambiarono un veloce sguardo. Francesca scosse la testa come per dire “Non so davvero cosa dire”. Elena si morse il labbro superiore. “Questo in effetti non sarebbe dovuto accadere…” e accennò un sorriso di scusa. Maria si fece rossa in viso e sbottò: tirò un pugno sul bancone, facendo tremare tutte le tazzine e attirando l’attenzione dei presenti. “Cazzo, cazzo, cazzo!” gridò “Tutte a me oggi?”. Francesca si sentì tirata in causa ma tentò di mantenere la calma. “Perché te ne sei andata di casa?” domandò a Elena. “Avete presente quel che ha detto la signora sul fatto di fare ciò che uno si sente? Ecco, diciamo che lo sto facendo” disse, seriamente questa volta. Francesca guardò Maria. “Adesso esplode” pensò. Invece sospirò profondamente e con un tono insolitamente calmo disse perentoria: “Sei abbastanza grande da fare ciò che credi, facciamo che nessuno di noi ha visto quell’annuncio… Ora recuperiamo la vecchia, troviamo una farmacia e riprendiamo il viaggio”. Poi si girò verso Francesca: “E poi parliamo di mio fratello”. Uscì dal bar. Elena guardò dispiaciuta la sua compagna: “Mi sa che l’abbiamo fatta grossa entrambe”. “Puoi dirlo forte” rispose Francesca tenendo lo sguardo fisso sull’amica che camminava verso il parcheggio. Pochi secondi dopo, Maria rientrò nel bar correndo. “Qualcuno ci ha spaccato i vetri della macchina e rubato tutti i borsoni”. “Cosa?” trasalirono le altre due. Davanti alla macchina trovarono la signora Basigli, col cane al guinzaglio che gracchiava stridulo, mentre lei fissava impietrita i vetri rotti del lunotto posteriore. “I vestiti del matrimonio!” esclamò Maria. “Avevo tutto nel borsone!” fece eco Elena mettendosi le mani nei capelli. “Hanno rubato la mia borsa… Lily ci aveva fatto i suoi bisogni dentro…” disse perplessa la signora. Nonostante la situazione, alle tre ragazze si disegnò un sorrisetto sulle labbra. Maria chiamò la polizia e i genitori, per avvisarli del fatto, mentre Francesca propose a Elena di ospitarla a casa propria per un po’, visto che nel borsone aveva praticamente tutto. Tornata, Maria mise una mano sulla spalla dell’amica e le disse che avrebbero parlato di Roberto una volta tornate. Le parlò molto dolcemente, dicendole che non se l’era presa e Francesca si sentì molto rincuorata. Il viaggio proseguì silenzioso per la maggior parte, fatta eccezione per qualche breve sosta per far passeggiare il cane: Maria alla fine non aveva avuto cuore di lasciare a piedi la signora Basigli e grattandosi stoicamente rimandò l’antistaminico all’arrivo a casa. Quando la vecchia signora arrivò a destinazione baciò una ad una le ragazze, ringraziandole per il viaggio e la compagnia, nonostante le disavventure, poi disse loro di aspettare una decina di minuti. Uscì poco dopo di casa con tre enormi panini e porgendoli disse: “Avrete fame, care, avete saltato il pranzo, dovete mangiare”. Anche Lily fece loro le feste prima di congedarsi. Le tre ragazze arrivarono a casa di Maria molto tardi: ad accoglierle c’erano i genitori e anche Roberto. Tutti chiesero spiegazioni sull’accaduto. Prima di andare a letto, Maria notò che Francesca e Roberto parlavano in balcone e pensò che fosse bene lasciarli fare. In queste cose dopotutto era meglio non metterci troppo il naso, credeva, e confidava che tutto si sarebbe sistemato in qualche modo. La mattina dopo toccò l’argomento con l’amica: “Sai, ieri mentre parlavamo ho realizzato di averlo forse idealizzato troppo… Ormai è passato tempo, lui si sta per sposare e sembra felice e comunque io sto a Milano… Insomma, forse ho sollevato un polverone inutile” concluse Francesca. Maria conosceva bene l’amica e sapeva che quando si fissava su un punto era irremovibile e da parte sua Francesca era davvero convinta di quel che stava dicendo. Il giorno successivo, al matrimonio, Maria, Francesca ed Elena si trovavano in prima fila: tutte e tre indossavano vestiti gentilmente concessi dal guardaroba di Maria. “Siamo un po’ fuori luogo?” domandò ridendo Elena. “Perché? Jeans e maglietta non vanno bene per un matrimonio?” rispose sorridendo Francesca. Durante la cerimonia, diede una leggera gomitata a Maria che le chiese sottovoce cosa volesse. “Come si chiama l’amico di tuo fratello, il testimone?” “Matteo, perché?” “È molto carino” disse Francesca ammiccando. Maria alzò gli occhi al cielo e si voltò verso l’amica : “Ma sei seria?”.

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Nicolas Campagnoli

Quello che scrive (e pensa troppo). Studente di Lettere classiche, appassionato di matematica e di lingue improbabili, insaziabile lettore, amante degli aperitivi e filosofo da bar: chi avrebbe mai pensato che potesse scrivere per una rivista online?

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