USS Indianapolis: da guardare senza aspettarsi troppo

Parto da un mio parere molto personale: Nicolas Cage non mi trasmette nulla.
Voglio dire, ha sempre la stessa identica espressione, o meglio, ne ha un paio che non cambia mai, in nessun film. In effetti molte persone sembrano riportare lo stesso pensiero riguardo a Cage. Eventuali fan di Nicolas, non offendetevi, sono solo gusti personali.

Ma veniamo al film. Diretto da Mario Van Peebles, USS Indianapolis narra le vicende dell’omonimo incrociatore, utilizzato nel 1945 per trasportare fondamentali componenti dell’atomica, che avrebbe bombardato Hiroshima il 6 Agosto dello stesso anno.
Il capitano e l’equipaggio ignari di ciò che stanno trasportando, arrivano a destinazione, scaricano il pacco e si mettono in viaggio per tornare alla base, senza scorta.
Colpiti da un sottomarino giapponese, si ritrovano in acque infestate da squali.

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L’idea di base gode sicuramente di un forte fascino, ma la sceneggiatura non comunica appieno l’impressione e il messaggio che un film di questo tipo avrebbe dovuto riportare. La recitazione è di livello medio basso. Cage (come già detto in principio) è mono-espressivo. Tom Sizemore, al contrario, alza nettamente, con la sua performance, il livello attoriale del film.

La fotografia ci regala dei bellissimi attimi e aiuta la regia a tenere alta la tensione, anche se purtroppo solo per pochi, sporadici momenti.
Gli effetti speciali lasciano decisamente a desiderare ma, come già con la fotografia, sono presenti nel film alcune inquadrature mozzafiato che ne migliorano la qualità e la godibilità. Spicca per l’alta qualità, invece, la colonna sonora: curata molto bene, riesce perfettamente nel suo scopo.

Forse sarò ripetitivo nelle mie recensioni, ma non posso trattenermi dall’affermare che il doppiaggio rende ancora più visibili le lacune di questo film, poiché spesso il doppiaggio italiano è molto impostato, quasi epico, togliendo così tutte le sfumature, lo slang, le imprecisioni volute nel linguaggio del personaggio originale.

Inoltre, un grosso errore a mio parere è stato cercare d’inserire delle sottotrame improntate sull’amicizia dei soldati a bordo. Non l’ho apprezzato poiché rovinano l’atmosfera storica. Se avessero voluto far percepire la loro giovane e fresca anima per poi rendere più tragici gli eventi successivi, avrebbero dovuto dedicare a questo lato un’attenzione maggiore.

In conclusione, un film da guardare per scoprire alcuni retroscena della seconda guerra mondiale, senza aspettarsi troppo dagli attori e dalla sceneggiatura.

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Pasquale Salerno

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