Francesca alzò il volume della radio e guardò nello specchietto retrovisore. La signora Basigli teneva stretta la sua borsa guardando fuori dal finestrino canticchiando a bocca chiusa, mentre Elena messaggiava al cellulare.
“Ha un cane”, sussurrò Maria, “Ha un cane nella borsa. Un cane!”.
“Come dici cara?”, domandò la signora Basigli, illuminatasi d’un tratto.
“Abbiamo… visto un bel cane qualche minuto fa”, rispose Francesca poco credibile, suscitando la curiosità di Elena, “Ci piacciono i cani”. Maria cominciò a grattarsi imprecando a bassa voce.
“Si, tantissimo”, confermò.
La signora Basigli sorrise, “Oh…io amo i cani”, disse stringendo d’impulso la sua borsa, “Tu hai cani, cara?”, domandò ad Elena. “Oh santo cielo”, affermò prima che potesse risponderle, “Cos’è che hai sulla pancia?”
“Un piercing!”
“Un pi… un cosa???”.
Mentre nel sedile posteriore si era accesa una discussione riguardo piercing e cani, Francesca guardò Maria preoccupata.
“Non possiamo farla scendere a metà strada…”, disse Maria lasciando con una mano il volante per grattarsi.
“Tienilo con entrambe le mani!!!”, la rimproverò Francesca in un bisbiglio.
“Mi fa prurito!!!”, ribatté Maria, “Ha un cane, cacchio! Non poteva portarsi un gatto?!”
Francesca digitò qualcosa sul cellulare e rimase in silenzio qualche istante. “Ok… nessuna penale, almeno… ma dovrebbe avere dei documenti con sé… e se sta nascondendo il topo dubito che li abbia”.
Maria sbuffò, “Ma che me ne frega della penale Fra, mi sta venendo l’orticaria!”
“Ok, allora… niente panico! Appena troviamo una farmacia entriamo… e poi, mica fermeranno proprio noi”, disse, e si pentì di averlo detto in quell’istante. Frasi del genere sono una gufata, assicurato al 100%.
“Allora, cosa fai nella vita, Elena?”, domandò Francesca per fare della conversazione. Non riusciva a smettere di pensare a Roberto e parlare della vita di qualcun altro in quel momento sembrava una bella distrazione.
La ragazza fece spallucce, “Sto per finire il liceo”, rispose molto semplicemente.
“Cosa ti piacerebbe fare dopo?”, domandò Maria con gli occhi fissi sulla strada, con le braccia che si riempivano sempre più di puntini rossi.
Elena sbuffò, “Non fanno che chiedermelo tutti… la verità è che non lo so. Mi piacciono tante cose, ma ancora non so che fare. Avete presente quella sensazione di trovarvi davanti ad un bivio?”, domandò, “Ecco, sento che se sceglierò di studiare medicina la mia vita prenderà una piega, ma se deciderò di andare a lavorare o a fare dell’altro ne prenderà un’altra”, spiegò, “e se facessi la scelta sbagliata? Non so nemmeno se la voglio fare medicina, voglio dire… forse solo sono influenzata dai miei genitori e da mia sorella. A me piacerebbe scrivere… ma si vive di scrittura?”, sospirò, “vabeh, quello che voglio adesso è solo allontanarmi da tutto e tutti”.
La signora Basigli le sorrise: “Hai una vita davanti, cara Elena. Elena giusto? Oh, pensavo di essermi sbagliata”, ridacchiò, poi tornò seria, ma senza che un lieve sorriso le abbandonasse le labbra, “Quando avevo la tua età ero molto spontanea. Sai, a volte starci a pensare è solo peggio. Prendi la strada che vuoi tu, e solo tu, e proseguila al meglio. Vuoi scrivere? Scrivi. Vuoi fare il medico? Iscriviti a medicina. Sappiamo dove e quando nasciamo, mia cara, ma non quando e dove moriamo. I “se” e i “ma” non esistono. La vita è una”, disse terminando la frase in un colpo di tosse.
“Il topo si sta agitando”, sussurrò Francesca in un sorriso, ma Maria la fulminò grattandosi il collo.
“Hai ragione, sai”, disse poi Francesca rivolta ad Elena, “Ci penso spesso anch’io, a come una singola decisione possa determinare il corso degli eventi. A come una sola scelta cambi la rotta di una vita intera”. Seguì un’istante di silenzio. “Maria, sono innamorata di tuo fratello”, confessò Francesca. Maria per poco non inchiodò in rotonda.
“Cosa?!”, domandò scioccata.
Elena si sporse in avanti, “Non sarà mica lo sposo?”.
“E lei come lo sai?!”, domandò Francesca.
“Oddio”, esordì Elena con un pizzico di eccitazione nella voce.
“Ci siamo sentite su whatsapp per organizzare il viaggio”, spiegò Maria, “Ma ora vedi di parlare!”.
La signora Basigli si accigliò, “Oh, questo sì che è un bel problema”, disse interrompendo il caos, guardando dentro la sua borsa.
“No ragazze, devo fermarmi in farmacia”, disse Maria cominciando a rallentare, “Comincia a prudere anche la schiena”
“Cos’è questo odore di… merda?!”, Elena si tappò il naso e le ragazze aprirono al volo i finestrini.
“Dio santo, è stato quel cane vero?!”, Maria accostò al primo bar. Erano ormai fuori Bologna da un pezzo.
La signora Basigli ridacchiò, “Come ve ne siete accorte?”.
“Sono allergica ai cani, signora!”.
“Un cane?!”, Elena sbirciò nella borsa per poi ritrarsi, “Ma cosa gli dà da mangiare?!”.
Le quattro compagne di viaggio scesero dall’auto. La signora Basigli decise di portare il topo, che si scoprì essere un chiwawa di nome Lilly a fare due passi, mentre Elena, Maria e Francesca entrarono nel bar.
“Vado un secondo in bagno”, disse Maria senza ordinare nulla da bere, “Mi do una sciacquata e poi cerchiamo una farmacia”.
Le due ragazze rimasero al bancone.
“Quindi… il fratello della tua migliore amica?”, domandò Elena con un mezzo sorriso.
Francesca si nascose il viso tra le mani, “Banale, vero?”.
“Dovresti diglielo… prima che si sposi!”.
Francesca avvampò, “E rovinargli il giorno più bello della sua vita? No, assolutamente no. È stato solo un bacio, dopotutto, tanto tempo fa”.
Maria apparve in quel momento con il collo e le braccia arrossate. “Un bacio?! Quando?”, si avvicinò alle ragazze appoggiate al bancone.
“Tu non eri in bagno?!”
“Guasto”, rispose Maria rassegnata. Poi tornò a guardare l’amica e incrociò le braccia al petto, “Quando l’hai baciato? E perché non me l’hai detto?”
Francesca stava per rispondere quando la sua attenzione fu attirata dalla foto di una ragazza scomparsa da 24 ore trasmessa al Tg. “Quella è…?”
Maria e Francesca si voltarono verso Elena.

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