Diario di viaggio | Cuba pt.1

Cari viaggiatori, quest’estate per celebrare la mia laurea ho deciso di intraprendere un viaggio in una di quelle nazioni che mi hanno da sempre affascinato e che da molto tempo sognavo di visitare: Cuba.

È stata un’esperienza incredibile tra meraviglie, disavventure e contraddizioni che voglio condividere con voi attraverso tre articoli che usciranno nelle prossime settimane proprio qui su ROA. Oggi, invece, vorrei realizzare una piccola e pratica guida per condividere ciò he ho scoperto con  tutti coloro che hanno intenzione di intraprendere un viaggio simile al mio.

Tuttavia, le informazioni che fornirò potrebbero non essere valide tra un po’ di mesi, perché questi sono tempi di grande cambiamento per l’isola, anche nelle politiche turistiche (soprattutto se si arriva dagli Stati Uniti).

Prenotare il viaggio è molto semplice, non servono autorizzazioni o visti in fase di acquisto del volo sia che arriviate direttamente dall’Europa, sia che arriviate dagli States. Nel primo caso sarà sufficiente acquistare un visto turistico (tarjeta turistica) online che vi verrà recapitato a casa con un costo totale di 16 euro, mentre nel secondo sarà necessario acquistarlo al banco del check in dell’aeroporto statunitense da cui deciderete di partire e avrà un costo di 50 dollari. Prima dell’acquisto vi verrà chiesto di compilare un questionario che il sito dell’immigrazione statunitense presenta in modo autoritario e minaccioso: in realtà vi troverete davanti un A4 fotocopiato (spesso anche male) che contiene le 12 motivazioni ufficiali per cui potreste essere autorizzati a viaggiare a Cuba. Salvo parentele o ragioni d’affari, se come me volete immergervi nella cultura, nelle tradizioni e nel meraviglioso mare caraibico cubano, vi basterà indicare la categoria che reca la dicitura “relazioni interpersonali / people to people” e una svogliata receptionist, dopo un’occhiata al vostro passaporto, esigerà i 50$ necessari per l’acquisto. Al contrario di quanto molti riportano, non verranno fatti interrogatori all’uscita o all’entrata degli Stati Uniti, non verranno confiscati beni di produzione cubana (se si rispettano i limiti per le importazioni di alcool e tabacco che valgono per tutti gli Stati del mondo) e non verrà operato nessun tipo di controllo ulteriore di sicurezza; fatta eccezione per la richiesta del visto sarete trattati come regolari viaggiatori che entrano o escono dall’America del nord.

Per quanto riguarda l’alloggio, Cuba offre qualcosa che il mondo non conosceva prima dell’arrivo di Airbnb: le case particulares. Per tutte le grandi città troverete molti segnali simili ad un pi greco blu: sono il simbolo di una casa di un privato che può ospitarvi ad una frazione del costo di un albergo. Può succedere che siate nella stessa casa o che vi dia una stanza o un’abitazione separata proprio come quelle che offre la famosa piattaforma americana ma il tutto sarà accompagnato dall’ospitalità e dalla gentilezza cubane. Per prenotare la vostra casa particular potete andare su mycasaparticular.com dove sono tutte elencate e descritte nel dettaglio. Consiglio però di prenotare solo l’alloggio delle prime notti all’Avana e poi affidarsi al network interno all’isola per cui ogni casa particular conosce dalle 3 alle 4 alternative sia in una diversa parte della città sia negli altri grandi centri di Cuba e a me hanno sempre consigliato ottime sistemazioni.

Programmate il vostro itinerario in modo non troppo rigido: a parte i 4 giorni che l’Avana richiede per essere apprezzata al meglio, l’intera isola merita di essere esplorata. Dovete tenere però in conto dei tempi di percorrenza: le distanze a Cuba sono ampie e le strade pericolose per cui sconsiglio caldamente il noleggio di un’automobile. In alternativa ci sono gli autobus della linea Viazul o i taxi particular. Per poter riportare un’esperienza completa, nel mio viaggio le ho provate entrambe e ognuna ha i suoi pregi e i suoi difetti. Gli autobus sono i più gettonati e i mezzi sono nuovi e dotati di aria condizionata, anche se la temperatura rimane comunque alta.

 Per ogni destinazione ci sono due autobus giornalieri dall’Avana, ma il costo non è bassissimo: la tratta Avana-Trinidad che ho percorso io costa 25 euro e l’overbooking è qualcosa di molto comune tant’è che tre ragazzi si sono fatti l’intero viaggio seduti per terra. A causa delle fermate poi, un tragitto che richiederebbe tre ore di taxi, finisce per durarne cinque con non poca frustrazione di tutti i passeggeri. Il taxiè un altro mondo, presenta delle difficoltà ma ha dei vantaggi inarrivabili. Il costo è comunque maggiore di quello dell’autobus e, nonostante si possa negoziare, ci vogliono almeno 30 euro a persona e per partire il mezzo deve essere pieno. Ha però l’immenso vantaggio di portarti da una casa particular all’altra, diretto e senza problemi ed io lo raccomando perché compreso nella corsa c’è l’aiuto di un cubano che in una città nuova appena arrivati non ha veramente prezzo e può tirarvi fuori dai guai. 

Per quanto riguarda il cibo, a Cuba si può pranzare con un euro o con venti, la scelta è vostra, ma devo confessare che il cibo di strada (come sempre a mio parere) è davvero buono e merita assolutamente una possibilità. In questa pagina ho cercato di dare le basi di sopravvivenza per chi fosse già in procinto di prenotare e si stesse trovando di fronte ai miei stessi ostacoli. Nelle prossime settimane mi propongo di spiegarvi non solo il perché della mia scelta, la mia esperienza e le mie sensazioni ma anche perché, chiunque fosse indeciso, dovrebbe saltare immediatamente sul primo volo per l’Avana

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Riccardo Lichene

Quello che viaggia, lo storico e il fumettologo. Suono nel tempo libero, scrivo in quello che resta e quando non bastano le parole sfodero la macchina fotografica. Residenza attuale: via labirinti mentali.

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