La signora Basigli era seduta dietro, paonazza in volto per via del caldo e iniziò a parlare del fatto che suo figlio fosse in vacanza con sua moglie e le sue due bambine. Due nipotine migliori non le poteva avere, intelligenti e  gentili, proprio due angioletti.
Francesca e Maria si scambiavano sguardi di intesa ridacchiando perché la signora Basigli non la smetteva proprio di parlare: non solo aveva iniziato a raccontare la sua vita, da quando aveva incontrato suo marito ad una festa di paese, pace all’anima sua, quel pover uomo del marito suo, così lavoratore e così gentile, ma aveva iniziato fin dall’inizio del viaggio a fare dei colpetti di tosse improvvisi, molto rumorosi e molto fuori luogo.

“Che tipa” disse Maria lanciando un’occhiata a Francesca e poi ripetè “Che tipa”.

Francesca era affacciata al finestrino: erano in autostrada direzione Bologna. Certo che la vita è strana, pensava, fai di tutto per non pensare a una persona, per allontanarla da te e poi quando vedi che non può più essere tua ti penti, la vuoi indietro e la pretendi. Forse non era corretto quello che stava per fare, irrompere così nella vita di un uomo che si era innamorato e che stava costruendo il suo futuro. Magari non avrebbe fatto nulla, avrebbe semplicemente visto Roberto e l’avrebbe salutato con quella freddezza tipica di chi non si vede da anni e vorrebbe dirsi qualcosa ma alla fine non lo fa. Forse avrebbero fatto l’amore di nascosto, sopra a un tavolo prima del ricevimento, forse in un bagno mentre la sposa riceveva le congratulazioni dalle amiche zitelle. Forse non sarebbe accaduto nulla di tutto ciò. Chissà.

La signora Basigli continuava a tossire. “Signora tutto bene? Se vuole abbasso l’aria condizionata” disse Maria guardandola dallo specchietto. La signora si ricompose e disse “Si, meglio abbassare l’aria condizionata. In effetti soffro molto il freddo e poi la mia età…”

Maria abbassò l’aria condizionata e sospirò. “Musica?” Chiese Francesca e la signora Basigli si animò “Certo! Musica! Alzate pure il volume care, sapete non ci sento molto bene da un orecchio”. Non c’è speranza che questo viaggio sia tranquillo pensava fra sé e sé Maria. Francesca mise una canzone in radio. “Despacito: ovvio. Sembra che dobbiamo ascoltare solo questa. È da Aprile che non faccio altro che ascoltare Despacito. L’unica stazione che non la trasmette è Radio Maria…” Francesca alzò un po’ il volume e guardò il cellulare. Aprì Facebook e cercò il profilo di Roberto. Era cresciuto, era diventato proprio un uomo, anche molto bello.
Maria con la coda dell’occhio vide il cellulare di Francesca “Che fai? Spii mio fratello?” disse sorridendo con un po’ di malizia. Francesca arrossì e cercò di sdrammatizzare “Ma no, curiosità… per vedere la fidanzata”.

“Nulla di che secondo me, sì è giovane ma… nulla di che. Anzi, a dir la verità non mi piace molto. Poi lo tiene al guinzaglio. Ma che ci vuoi fare, gli uomini vogliono quelle un po’ stronze e forse una così fa al caso suo.” Fece spallucce guardando davanti a sé.
“Sai ho sempre pensato che sarebbe nato qualcosa fra voi due e invece…”

Francesca non disse nulla anche se avrebbe voluto chiederle perché e da quanto lo pensasse.

“Sarà che mio fratello è troppo scemo per te, però sareste stati carini insieme” disse Maria e poi la conversazione si chiuse lì. Francesca sospirò e iniziò a viaggiare con la mente fra i suoi pensieri e iniziò a fantasticare.

“Dove andiamo a prendere l’altra ragazza?” chiese Maria.
“Alla stazione” rispose Francesca guardando fuori dal finestrino. La signora Basigli intanto si era addormentata e aveva iniziato a russare. Quando arrivarono alla stazione decisero di scendere un attimo per sgranchirsi le gambe. La signora Basigli scese dalla macchina stringendo forte a sé la borsa “Corro un attimo al bagno” disse e scappò via.
Francesca e Maria si accesero un drum e cercarono con lo sguardo Elena. Poi videro in lontananza una ragazza magrissima e non molto alta con pantaloncini inguinali, piercing all’ombelico e canottiera nera attillata. Tutti gli uomini la guardavano, alcuni le fischiavano dietro, altri le chiedevano il numero ma le camminava fiera e strafottente. Maria e Francesca si guardarono ed entrambe pensarono “Belli i 18 anni”.

Elena si presentò subito, carina e solare, sarebbe stata sicuramente di ottima compagnia.
Francesca decise di approfittare della pausa per andare in bagno e mentre era in fila vide vicino a uno spiazzo verde la signora Basigli. Accovacciata a terra, accarezzava un topo, o meglio un chihuahua, e poi lo ripose in borsa. Francesca sgranò gli occhi, non ci poteva credere che per tutto il viaggio Simona avesse nascosto quel topo, ecco il perché dei colpi di tosse improvvisi, della musica alta.

Dall’altra parte dello spiazzo Maria ed Elena chiacchieravano. Elena notò che sul braccio di Maria c’erano dei puntini rossi, Maria era stranita “Di solito mi vengono se sto vicino ai cani, sai l’allergia… In questo caso sarà il caldo”. Elena fece spallucce ed entrò in macchina. La signora Basigli, che non aveva notato Francesca, si sedette tranquillamente di fianco a lei. Francesca si avvicinò a Maria e disse “Mari… Credo che abbiamo un problema”.

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