Le possibili vite di Beatrice – vita quarta

Beatrice Assolati nasce il tre di febbraio del 1958. È una bambina cicciotta e sorridente, con sei ciuffi di capelli biondi in testa.

Sua madre Mariella appartiene a una ricca famiglia milanese, mentre il padre, Luigi, è un intellettuale un po’ spiantato, ma di buon cuore.

Beatrice è una bambina intelligente e molto timida. Passa le sue giornate con l’amica del cuore Isabella e sognano di diventare dottoresse, sotto lo sguardo di disapprovazione di nonna Eleonora, che accarezza il bassotto Luisa (si chiama così ma è maschio) e scuote la testa. Un giorno – che Beatrice e Isabella hanno otto anni e giocano, al solito, sul tappeto della sala – la nonna riceve una chiamata.

“Certo che può venire, ci sono anche mia nipote Beatrice e una sua amica… Nessun disturbo, davvero… Ti aspetto allora”.

Riattaccata la cornetta, con la sua solita flemma, nonna Eleonora si alza dalla poltrona e si appressa alle bambine.

“Tra un’oretta viene a farci compagnia il nipote di una mia cara amica, mi raccomando, siate gentili”. E pone dolcemente i palmi sulla fronte delle bambine, che alzano gli occhi e annuiscono. Tuttavia, anche se non lo danno a vedere, non sono molto contente della compagnia: a loro piace giocare assieme e non amano quando qualcuno si intromette.

Quando suonano il campanello, la nonna si alza con uno scatto che Beatrice non le ha mai visto e torna, pochi minuti dopo, con un bambino, di poco più grande di loro.

“Beatrice, Isabella, lui è Gherardo… giocate insieme, che io devo cucinare”. Lo lascia lì e si avvia a passi pesanti verso i fornelli, seguita da Luisa.

È un bambino magro e allampanato, curato e ben vestito, con capelli neri neri un po’ scarmigliati. Tiene lo sguardo basso e si siede con la schiena contro la poltrona a guardare le bambine che nel frattempo si sono rimesse a giocare. Ogni tanto afferra il bassotto e lo accarezza sul petto: Luisa è un soprammobile e si fa coccolare di buon grado.

Beatrice ogni tanto getta uno sguardo al nuovo arrivo: non le sta affatto simpatico a prima vista, non le piacciono i suoi occhi vitrei e un po’ assenti coi quali scruta ogni angolo della stanza. Isabella, invece, gli chiede se vuole unirsi. Cordialmente Gherardo rifiuta: “Non so giocare con le bambole io, scusate”.

A cena, la nonna interroga Gherardo sui genitori, la scuola, la salute di parenti vari e il bambino risponde sempre educatamente, sorridendo di tanto in tanto. A Beatrice comincia a stare simpatico: non le pare più quel bambino scuro e isolato di qualche ora prima.

Nei mesi successivi, Gherardo diventa una presenza fissa a casa della nonna. I tre bambini, quando il tempo è bello, passano i pomeriggi giocando a palla nel cortile e per strada o scorrazzando per il quartiere a infastidire i gatti randagi.

Intanto gli anni passano e i genitori di Gherardo si trasferiscono a Milano, iscrivendo il figlio nella stessa scuola di Beatrice e Isabella. Ormai sono praticamente inseparabili e nel quartiere gli anziani li apostrofano come “il trio”.

Corre l’anno 1969. È un inverno difficile per la nonna di Beatrice, ormai molto vecchia e malata. Un giorno chiede alla nipote di andare in banca, a farle una commissione: la notte prima ha nevicato e teme di poter cadere sul ghiaccio. È il pomeriggio del 12 dicembre.

Beatrice esce di casa e si dirige verso Piazza Fontana.

Non vedendola tornare dopo un’ora, la nonna chiama Mariella, che si preoccupa moltissimo e decide di uscire a cercarla. Solo diverse ore dopo la nonna viene a conoscenza della bomba in Piazza Fontana. Non molto dopo apprende anche che il nome di Beatrice Assolati compare nella lista delle vittime.

La nonna non si riprende più dal dolore e muore solo una settimana dopo, di crepacuore.

Nella primavera del 1980 Gherardo e Isabella si sposano. Sulla mensola in cucina tengono tre foto: quella della loro bambina, quella del giorno del loro matrimonio e poi una vecchia foto sgualcita in bianco e nero che li ritrae con Beatrice e la nonna nella calda estate del 1969.

Ogni giorno scelte o casi fortuiti possono cambiare la direzione della nostra vita in modi inaspettati. Abbiamo provato a immaginare la biografia di Beatrice Assolati e ognuno di noi cercherà di indovinare le molteplici vite parallele che possono scaturire da avvenimenti di tutti i giorni. Seguiteci in questo viaggio!

 

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Nicolas Campagnoli

Quello che scrive (e pensa troppo). Studente di Lettere classiche, appassionato di matematica e di lingue improbabili, insaziabile lettore, amante degli aperitivi e filosofo da bar: chi avrebbe mai pensato che potesse scrivere per una rivista online?

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