Alba milanese e vecchi amori

Innamorarsi a Milano (pt. 3 di 4)

Chiara accese la luce e guardò Margherita e Massimiliano con le sopracciglia aggrottate per qualche istante, poi scoppiò a ridere e corse ad abbracciarli. “Ma cosa ci fai qui, Marghe?!”, domandò con la voce impastata dall’alcool e un sorriso ebete stampato in faccia. “E tu? Sei Marco?! Quel Marco?!”. Margherita e Massimiliano si guardarono per un secondo. Marco era un ragazzo di cui si era invaghita Margherita al primo anno di università, nonché amico di Massimiliano da tempo. Il ragazzo sembrò capire tutto solo in quel momento e scoppiò a ridere mentre Margherita si faceva sempre più rossa in viso. Il fidanzato di Chiara, Luca, anche lui piuttosto alticcio, si scusò per l’atteggiamento molesto della fidanzata – che aveva cominciato ad abbracciare Massimiliano chiamandolo “Marco” – e la trascinò in cucina. Aveva decisamente bisogno di mangiare qualcosa, non la smetteva di ridere. Mentre Chiara mandava giù della pizza fredda avanzata dal pomeriggio, Margherita si infilò la giacca e Massimiliano ricevette un messaggio di due sole parole: Mi manchi.

Margherita salutò Chiara e Luca e si voltò verso Massimiliano sorridendo, non vedeva l’ora di riprendere da dov’erano stati interrotti, ma lui sembrava aver appena visto un fantasma.  Ricambiò il sorriso di Margherita senza troppa convinzione e le stampò un bacio sulle labbra. Erano quasi le quattro del mattino e fuori dalla finestra il cielo si stava facendo sempre più chiaro, sempre più rosa.  “Usciamo a fare un giro!”, propose Margherita entusiasta. Massimiliano annuì e tentò di apparire disinvolto. Erano mesi che non sentiva Giulia, che non la vedeva. Massimiliano era consapevole di averle spezzato il cuore e non poteva biasimarla se lei non aveva più voluto vederlo o sentirlo. L’aveva amata con tutto il cuore per quasi tre anni, quella Giulia dagli occhi scuri, poi aveva cominciato a sentirsi soffocare. Gli mancava la vita da single. Non tanto per provarci con altre ragazze – l’ultima cosa che voleva era una relazione, e sperava che Margherita l’avesse capito – ma per starsene per conto suo. Giulia non l’amava più, ormai, da mesi, e in cuor suo sapeva di aver trascinato la relazione troppo a lungo, ma era la persona alla quale voleva più bene al mondo, con la quale aveva condiviso momenti indimenticabili. Quel messaggio, quella sera non ci voleva. Complice l’alcool, Massimiliano si incupì. Sperava che dopo tre mesi lei stesse meglio, invece pensava ancora a lui, evidentemente. Tentò di non pensare a Giulia nell’ora successiva, mentre con Margherita si divertiva e parlava del più e del meno, ma non ci riuscì. Era meglio spegnere il telefono, pensò stizzito mentre Margherita comprava un pacchetto di sigarette, dovrei risponderle?

Immagine in evidenza: “Milano Naviglio” di Giuseppe Faraone

 

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Elisa Carini

Quella (un po’ femminista) che scrive e che nella vita non vorrebbe fare altro. Vive con un gatto nero nella bella Milano dove studia, sperpera soldi in libri usati e beve troppo caffè.

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