Che ne dici di una romantica notte di mezza estate?

Innamorarsi a Milano (pt. 2 di 4)

Margherita rimase sull’uscio, la porta mezza aperta, e fissò quel breve messaggio. Lui era online, che aspettava.

Rispose solo: “dove ci vediamo?”, ma subito se ne pentì, forse si era mostrata troppo disponibile. Pensò però che non era importante, perché adesso bisognava giocarsi il tutto e per tutto.

“Ti passo a prendere io” scrisse lui. “Aspettami pure da te”. E Margherita entrò di soppiatto a casa. Appoggiata la borsa, notò sulla mensola le chiavi di casa di sua sorella: era il mazzo di scorta, in caso di emergenza, diceva lei. Aveva un minuscolo appartamento vicino a Piazza Aspromonte, ma quella sera era a casa del suo ragazzo e sarebbe rimasta lì a dormire. Margherita si infilò il mazzo in borsa: “non si sa mai, meglio essere preparati” si disse.

Quando Massimiliano arrivò, conclusero che, dovendo far nottata, era giusto farla come si deve.

“Bottiglia di vino e parco, che ne dici?” propose lui. E Margherita, che il vino di prima aveva reso più spigliata, lo portò in Corso Ticinese, al negozietto dei cinesi, l’unico in cui si poteva comprare una bottiglia a quell’ora. Si diressero quindi a Vetra e si sdraiarono sull’erba secca. Quando si accorsero di non avere un cavatappi, scoppiarono in una fragorosa risata.

“Siamo due coglioni” rise lei.

“Eccome”, disse Massimiliano, appoggiandole la testa sulla spalla.

Tornarono indietro e comprarono il cavatappi e già che c’erano anche due birre. Rimasero al parco finché non chiuse: sedevano l’uno davanti all’altra, ginocchio contro ginocchio e talvolta s’interrompevano e si guardavano negli occhi. Ogni volta a Margherita pareva il momento giusto, ma nessuno dei due faceva la prima mossa. Questo fatto la irritava particolarmente.

Massimiliano aveva saputo di una serata jazz che sarebbe dovuta durare fino a tardi al Lume, vicino a Festa del Perdono, e decisero di andarci. C’era ancora molta gente e all’interno si soffocava. Ballarono un po’. Il fatto che fossero entrambi estremamente goffi metteva a suo agio Margherita, che si divertiva a stuzzicare Massimiliano. E lui faceva lo stesso.

Tuttavia nulla successe e Margherita si stufò. Con la scusa di essere accaldata, uscirono e rimasero a fumare sul muretto in Largo Richini. Continuavano a chiacchierare, non avevano smesso un secondo da quando Massimiliano era tornato a prenderla. Margherita sapeva di essere impaziente ma sentiva di dover fare qualcosa e si ricordò della casa della sorella. Quando gli propose di andare lì, agitando il mazzo di chiavi davanti alla sua faccia, il viso di entrambi fu percorso da un lampo di malizia. Margherita lo notò e le fece molto piacere.

Impiegarono un’oretta per raggiungere la casa. Si sedettero in cucina a fumare.

“Vuoi dell’acqua?” chiese Margherita.

“Mah sì grazie”

Aveva deciso che lo avrebbe baciato. E la casa libera avrebbe fatto il resto. Gli porse il bicchiere, lui bevve un sorso. Margherita prese coraggio e lo baciò. Fu brevissimo ma lui non si ritirò.

“Ottimo segno” pensò lei estatica.

Massimiliano rise. “Donna intraprendente” le disse, trattenendole il viso con le mani.

Margherita sentì il portone di casa aprirsi all’improvviso e la voce ubriaca di sua sorella che invitava il fidanzato a entrare. Al rumore, Massimiliano sgranò gli occhi.

“Cazzo, e ora come glielo spiego a mia sorella?” pensò Margherita. Si morse il labbro.

Care lettrici e Cari lettori, continuano i racconti a puntate. Questa volta abbiamo deciso di ambientare la nostra storia a Milano, in una Milano estiva e notturna che molti di voi conosceranno.
Massimiliano e Margherita si conoscono da poco… il loro appuntamento sembra non volgere a buon fine, quando Massimiliano perde il treno per tornare a casa e chiede a Margherita di fare nottata con lei. Cosa accadrà?
Scopritelo nelle prossime puntate!

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Nicolas Campagnoli

Quello che scrive (e pensa troppo). Studente di Lettere classiche, appassionato di matematica e di lingue improbabili, insaziabile lettore, amante degli aperitivi e filosofo da bar: chi avrebbe mai pensato che potesse scrivere per una rivista online?

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