Care lettrici e cari lettori, come vi avevamo annunciato nell’articolo di Francesca Sala (che trovate qui), abbiamo deciso di seguire il format della serie tv nipponica “Midnight Diner: Tokyo Stories” ambientando i nostri racconti però a Milano.
Cercheremo racconto dopo racconto di restituirvi l’atmosfera della nostra città di notte attraverso i pensieri dei personaggi.
Buona lettura! 

TI ASCOLTO

Il rum è la cosa peggiore che esista, odio il suo sapore.
Eppure ogni sera ne bevo un bicchiere qui al Midnight Diner.
Fingo di assaporarlo, di annusarlo e di amarlo.
Non faccio altro che fingere. Per ogni cosa.
Da anni.
Di certo non lo faccio per nascondere la mia vera identità e neanche per sentirmi accettato.
Fingo perché mi viene naturale.
Non ricordo nemmeno quando ho cominciato e perché.

La barista si avvicina e come ogni sera mi chiede:
“Ti va il solito tagliere di verdure?”
Sorridendo le dico di no. “Non ho appetito”. Balle, sto morendo di fame.
Poi le faccio qualche domanda, andando oltre al solito “Come va?”
Le chiedo come vanno gli affari, cosa beve la gente, cosa piace bere a lei.
Non me ne frega assolutamente nulla, eppure mi fingo interessatissimo.

Penso a cosa mangerò di buono a casa. Una bella insalata di pollo, forse.
Chiunque mi conosca sa che sono vegetariano. Ci tengo a precisarlo a tutti.
In verità se non mangio maiale una volta a settimana sclero.

Finisco il mio bicchiere di Rum. Che schifo. Come fa la gente a bere questa porcheria?

“Non ho mai visto qualcuno godere del Rum come fai tu”, mi dice la barista.
“Si vede che non capisci proprio un cazzo”, penso. Ma le rispondo “Se lo dici tu, è legge.”

Mi alzo per pagare, sorrido alla barista e le dico che torno a casa, si è fatto tardi.

“In bici come al solito?” mi chiede.
“Già. Sempre e solo bici”, rispondo.
“Fai bene! Buona notte caro.”

Esco dal locale e mi dirigo al parcheggio. Salgo sulla panda e metto in moto.
Vicino alla mia macchina c’è una Mountain bike legata al palo.
Che schifo le bici.

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