Maysaloun Hamoud, regista alle prime armi, esordisce con In Between, film che uscirà nelle sale italiane il 6 aprile e che ha riscosso grande successo: premiato al festival di Toronto, a San Sebastian e all’Haifa Film Festival.

Il film è una produzione israeliana ma, come ci ha tenuto a sottolineare la regista, il produttore è un ebreo non sionista.

Il cast è costituito da attori palestinesi che vivono in Israele, una novità per quanto riguarda i film prodotti in questo Paese, che tendono a utilizzare esclusivamente attori israeliani e a tacere sulla delicatissima situazione politica e culturale, evidenziando solamente il proprio punto di vista.

Proprio per la sua peculiare commistione di elementi palestinesi ed israeliani, il film è riuscito a far nascere una discussione sulla società palestinese. Proprio come voluto dalla regista e dalla produzione, entrambe le società, infatti, hanno potuto vedersi da un altro punto di vista, meno scontato e più problematico e stimolante.

Tel Aviv. Tre giovani donne palestinesi condividono l’appartamento e si danno forza a vicenda.

Solidali fra di loro, diventano un’unica forza in una realtà occidentalizzata che però nasconde all’interno della vita famigliare e nella mentalità degli uomini un forte conservatorismo: donne che superficialmente si trovano in una realtà aperta, quotidianamente sono oppresse dalla famiglia, dai fidanzati, dall’atteggiamento ostile della popolazione israeliana.

Le tre protagoniste sono Leila, Salma e Nour: tre aspetti della stessa medaglia che mostrano varie sfaccettature della vita della comunità palestinese.

Sono tre giovani donne che pur nella loro diversità non vogliono rinunciare al loro stile di vita e alla loro indipendenza, disposte a rompere i legami con la famiglia e con gli affetti in nome del diritto di vivere la loro vita autodeterminandosi.

Leila proviene da Nazareth, è avvocato ed è bellissima.

Salma è una ragazza di famiglia cristiana, dj che fa lavori saltuari per sopravvivere, omosessuale.

Nour, conservatrice, studia informatica ed è fidanzata con Wissam con cui presto si dovrà sposare.

Tutte e tre hanno lasciato la loro città o il loro paese natio per andare a Tel Aviv, città occidentale, moderna e aperta.

Il film è ambientato in una realtà underground e attuale, molto simile a quella che potrebbe essere propria di Berlino o di un’altra capitale europea, in cui donne e uomini condividono gli stessi luoghi di lavoro e di divertimento. Mostra una città affascinante in cui la tradizione si mischia con la vita notturna, la musica, l’alcol, la voglia di divertirsi e di essere (banalmente) se stessi.

In questa realtà (e se volessimo essere critici anche nella nostra) le ragazze e i ragazzi sono uguali apparentemente, eppure c’è un momento della vita in cui i ruoli si dividono, in cui le tradizioni emergono: il momento del matrimonio.

Le famiglie si occupano di far sposare le figlie combinando loro il matrimonio, i fidanzati son d’accordo che le ragazze studino ma poi le desiderano a casa per occuparsi delle faccende domestiche e dei figli, e non vogliono che siano troppo emancipate; insomma, lo stile di vita che andava bene finché si era nubili deve cambiare quando si diventa mogli, e la società aperta e occidentale si richiude in se stessa mettendo le ragazze davanti a una decisione fondamentale: amare, ma a che prezzo?

Sono disposta a rinunciare al mio stile di vita per amore?

Il film è molto realistico. Non è una fiaba che deve a tutti costi trovare un lieto fine, è una storia che rappresenta la realtà dei fatti, che mostra una società con le sue infinite contraddizioni.

Lasciatevi quindi trasportare in una Tel Aviv sconosciuta, underground, notturna, fatta di feste e di divertimento accompagnati sempre da una colonna sonora araba (dalla musica tradizionale a quella da rave).

E ricordate che se un amore non va bene allora bisogna lasciarlo andare: è questo il messaggio del film ed è la stessa cosa che la regista, Maysaloun Hamoud, ha detto il 3 aprile all’anteprima che è stata fatta all’Anteo “If he’s not a good man, leave him. Don’t be afraid to be alone”.

Qui una canzone della colonna sonora, secondo me, bellissima.

Annunci