Recensione: Bleed for this

Bleed for this racconta la vera storia di Vinny Pazienza. Un pugile che è stato, come dice il titolo italiano del film, più forte del destino.

Vinny è un pugile due volte campione del mondo, prima dei pesi leggeri e poi dei superleggeri.
Dopodiché, a causa di un incidente d’auto, Vinny è costretto a portare un collare molto ingombrante fissato al cranio e al petto. I medici non sanno se potrà più camminare, ma il pugile sostiene che invece tornerà addirittura a combattere.
E così sarà. Vinny torna ad allenarsi rischiando letteralmente l’osso del collo, rimasto compromesso dopo l’incidente. Ma lui insiste, e rimosso il collare, intensifica l’allenamento fino a tornare sul ring e a vincere il titolo mondiale dei pesi medi.

Esistono tanti film che parlano di autostima, della filosofia del non mollare mai e credere nei propri sogni, ma pochi dei film di questo genere smuovono davvero qualcosa.
Oppure lo fanno in modo artificioso, calibrando le emozioni, senza raccontare davvero una storia. Bleed invece mi ha piacevolmente sorpreso.

La performance di Miles Teller è stata davvero ottima e, cosa a cui tengo ancor di più, la recitazione dei personaggi secondari non è stata per niente trascurata.
Le relazioni tra i personaggi sono ben definite, e ognuno di loro è perfettamente caratterizzato. Ciò ha reso tutta la storia molto più verosimile.
Il personaggio di Kevin soprattutto, merita un riconoscimento speciale. Interpretato da Aaron Eckhart, ha donato al personaggio una performance davvero speciale.

La regia è di Ben Younger che, tramite intense sequenze d’immagini, racconta delle microstorie e ci porta dentro la testa del protagonista.
Alcune scene si svolgono in silenzio, senza musica di sottofondo, eppure si percepiscono distintamente tutti i pensieri di Vinny.
Anche la scelta delle musiche è molto curata: c’è dietro una ricerca precisa e la cosa si sente.

La sceneggiatura è scritta in modo eccezionale. Riesce a raccontare la storia di Vinny senza farla risultare la solita manfrina del povero ragazzo che ha sofferto ma non si è arreso. Niente storiella stucchevole e strappalacrime, ma dei frammenti, sequenze reali di una persona di fronte ad una sfida.

In alcuni momenti mi è sembrato di vedere un film paragonabile persino a Toro Scatenato. Quando Vinny è sul ring nel suo ultimo incontro, e sta incassando duri colpi, una sequenza di immagini ci mostra tutti i momenti difficili della sua vita. E il regista lo fa in un modo davvero invidiabile.
Ben Younger  in passato ha lavorato molto coi cortometraggi, e ha imparato bene come racchiudere un mare di emozioni in quattro inquadrature.

Il meglio lo si raggiunge nel finale, che soddisfa pienamente.
Una giornalista intervista Vinny, ponendogli alcune domande sulla sua storia.
E durante le dichiarazioni finali del pugile, guardandolo negli occhi, si sente come una morsa allo stomaco. Come una spinta ad alzarsi e reagire. Qualsiasi cosa capiti.

Davvero un ottimo film. Consigliatissimo, ancor di più visto ciò che si trova ultimamente in sala.

 

Annunci
Pasquale Salerno

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...