Midnight Diner #1

Care lettrici e cari lettori, come vi avevamo annunciato nell’articolo di Francesca Sala (che trovate qui), abbiamo deciso di seguire il format della serie tv nipponica “Midnight Diner: Tokyo Stories” ambientando i nostri racconti però a Milano.
Cercheremo racconto dopo racconto di restituirvi l’atmosfera della nostra città di notte attraverso i pensieri dei personaggi.
Buona lettura! 

BENVENUTI AL MID

Se mio padre non avesse comprato il locale mi sarei trasferita: questa zona è centrale ma non più di tanto viva, pur essendo a due passi dalle Colonne di San Lorenzo? Ma poi, anche se vendessi, che affare potrei farci? Nessuno vuole un locale defilato, e vicino alla sede dei carabinieri soprattutto.
Per fortuna che io non ho di questi problemi. La mia clientela ce l’ho, anche se qualche volto nuovo non farebbe male, sarebbe come aria fresca. Magari. Ma quando? Solo Dio lo sa.

E come se non bastasse, si fa fatica a trovare parcheggio. Giuro, se questo posto non fosse di mia proprietà me ne sarei già andata. Ma lo dico da anni eh, tanto non me ne andrò mai, lo so. È casa mia questa.

Allora, il sanguinaccio ce l’ho, la mortadella pure, il salame Milano pure. Il Southern Comfort, eccolo. L’ho ordinato questa settimana, era in offerta alla Metro. Non si trova spesso ma mi è sembrato un buon affare. Lo bevevo sempre quando ero piccola con i miei amici al mare. Faceva caldo, ma un caldo, eppure ci sedevamo in spiaggia a guardare le onde, oppure all’ombra in pineta e nelle nostre fiaschette avevamo il Southern Comfort. Caldo e dolce. Ci andava bene così. Mi ricorda la mia adolescenza. Soprattutto le mie estati al mare.

Apro fra un paio d’ore. I tavoli sono a posto, il bancone è pulito. Preparo i taglieri se no che mangiano ‘sti poracci?
La passione del Whisky me l’ha trasmessa mio padre: non beveva tanto, ma sapeva bere bene; il Mid è una sua creazione e al Mid non può non esserci il Whisky.

Il Whisky Sour lo faccio proprio da Dio. Se qualcuno di nuovo di tanto in tanto passasse potrebbe farmi pubblicità.

Ho provato ad usare Facebook per la promozione ma non fa per me. Alla fine, penso che forse la mia clientela mi va bene così. Sono indecisa. Il locale è piccolo e i miei clienti fanno parte della mia vita. Tutte le sere. Solito orario. Si siedono, scambiamo due chiacchiere. Un tagliere, del Whisky. Anche del vino, quello non manca per carità. Ho delle bottiglie, poi, che mi sono arrivate da un amico. Un Barolo che se lo sognano nei ristoranti, pure Cracco se lo sogna.

Che poi non capisco perché uno debba spendere centinaia di euro per mangiare da Cracco, che è pure antipatico. Nella pubblicità della Scavolini è proprio insopportabile. “La mia cucina. Il mio Living” ma come parli? Vabeh, evidentemente sono io che non capisco, se no ci starei io al suo posto a fare la pubblicità della Scavolini, mentre se mi va bene mi chiamano alla Festa dell’Oca di Lacchiarella. Che per carità, mi trovo benissimo e poi mi faccio anche dare un salame d’oca che ve lo sognate. Però insomma capite la differenza. “La bellissima Carmen Thomson alla fiera dell’Oca. Accorrete!”.

Si, peccato che non ho più vent’anni. Ma va beh, comunque mi difendo bene. Anzi, molti clienti secondo me vengono proprio per vedermi. Non me lo dicono, però io lo so. Dagli sguardi che mi lanciano. Lo capisco.

Belli i tempi di Miss Italia. Belli, oddio, difficili, e poi all’epoca non è che capissi molto. Però belli.

Infatti io le mie foto a vent’anni che ho dietro il bancone mica le tolgo. Mi piacciono, mi ricordano di quando andavo in tv, di quando mi invitavano alle serate, di quando ero una vera stella e sognavo Hollywood. Poi mi sono accontentata di Mediaset. Fra l’altro con una parte che se la sognano le letterine e le veline di oggi. Comunque devo pulire il bagno, che se no poi ci sono quelli che si lamentano che non c’è la carta igienica, o che manca il sapone.

Che poi è vero ma minchia, venite qui da 20 anni sapete dov’è il ripostiglio. Sì forse non è proprio l’atteggiamento giusto, anche perché non si sa mai. Magari arriva oggi un nuovo cliente e non trova la carta igienica. Non è carino. Che poi la qualità del locale si vede dai piccoli dettagli. La carta igienica. La polvere sulle bottiglie. Il grembiule del barista.

Il mio è di classe. Semplice. Nero. Con una scritta arancione in mezzo “Midnight Diner”.

Alla fine è la semplicità che paga. È sempre la semplicità. Che poi se uno mi vede non lo direbbe, perché alla fine qualche ritocchino qua e là l’ho fatto. Ma giusto perché era la semplicità della giovinezza che volevo mantenere. Che poi è una cazzata. Ma quando vedi il tuo corpo cambiare… Io quando ho partecipato a Miss Italia non avevo neanche un accenno di cellulite, neanche una zampa di gallina. Niente. Ed è difficile accettarlo. Infatti, dove sarei andata se non avessi avuto il Mid. È l’unica cosa che mio padre mi ha lasciato, ma è sufficiente per campare. Ma la scorza di limone ce l’ho? No, perché ci sono alcuni clienti che passano di qui solo per prendersi un digestivo dopo cena. E allora gli faccio il canarino. Me lo faceva sempre mia nonna. Non che mi piaccia, però è caldo e in effetti fa digerire. Comunque su TripAdvisor ho delle buone recensioni. Insomma chi viene qui o è un habitué oppure non torna più. Ma è sicuro che chi passa sta bene. Metto un po’ di musica: è importante creare una bella atmosfera. L’altro giorno ho messo Mozart ma non hanno molto apprezzato, forse troppo impegnativo. Metto Paolo Conte, che come sottofondo ci sta sempre bene. Fra l’altro lo conosco pure: vent’anni fa ero ad un locale di quelli belli in Liguria, un ristorante con terrazza a Punta Mesco, a Levanto. Stava suonando al piano bar. Il ristorante era di un suo amico: il mio impresario me l’ha presentato e mi ha detto che ero bella. Chissà se lo direbbe ancora oggi.

Di già? Ma qui la gente non ha capito che apro a mezzanotte? Non prima. Va beh, che faccio non gli apro? Poi si lamentano che non c’è il sapone in bagno. Se non mi date il tempo di mettere in ordine…

Annunci
Valeria Pagani

Quella che fa cose. Nata a Milano nel 1995, vive e lavora tra le Colonne di San Lorenzo e Festa del Perdono. Ama il teatro e avere sotto controllo tutto (non sempre ci riesce).

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...