Oulipo 2.0 | Un giallo Anaconda | 5

La direttrice della casa editrice “Anaconda” è stata assassinata nel suo chalet a Saint Moritz dopo aver passato la sera con i suoi ospiti.
Chi l’ha uccisa e perchè?
Nel corso delle puntate leggerete le varie testimonianze dei personaggi fino a leggere l’ultimo racconto in cui il commissario svelerà il colpevole. 
Sarete in grado di scoprire chi è l’assassino? Buona lettura!

 

Naomi de Paz: capodirettrice di Anaconda e compagna di Etienne, è una donna algida e affascinante, dedita al successo della casa editrice ma allo stesso tempo determinata a fare una carriera all’altezza delle sue molto alte aspettative.

 

Tra me ed Etienne è finita. È finita da tempo, in realtà, da quando ho perso il conto dei profumi femminili che gli aleggiavano sulla pelle. Lo desideravo, il grande scrittore, così vivace con gli occhi animati di immagini e fantasie e il sorriso di chi ti desidera ardentemente e non ha paura di mostrarlo. È vero, Etienne è un casanova e ho sempre saputo che occasionalmente cedeva al richiamo della seduzione e dell’illecito. Ma tornava sempre da me, come un cane fedele e come un amante pentito. Ma ora è tutto cambiato: posso sopportarlo con sconosciute ma non con lei; mai con lei. Frivola, giovane, stupida Emiliya. Non ha capito che un uomo come Etienne non è da amare ma da desiderare soltanto, che non sa rendere felice nessuno. Vederli insieme è stato come mettere a fuoco la realtà all’improvviso: il mio uomo è un fatuo, sciocco fallito, incapace oramai di scrivere alcunché e di stare con una donna che sia forte, capace e appassionata; non ha funzionato con Valentina e non ha funzionato con me. Debole. E io sarei stata tutti questi anni con uomo così? Che sciocca. Pensavo al matrimonio, ad una famiglia con colui che mi aveva avuta dalla prima parola del suo libro. Leggendo “Il peso della cenere” mi ero convinta che il suo autore fosse un uomo forte, immaginifico, profondo. Ah, il potere del desiderio e dell’illusione.

Ma le cose cambieranno, prima o poi. Già da qualche mese sto trattando con Dialta per la nascita di una nuova casa editrice, una nuova Anaconda senza più pesi morti e parassiti che vivono del nostro lavoro senza apportare nulla di nuovo. Cara Dialta, da quando abbiamo saputo della malattia di Valentina ci siamo avvicinate e ho scoperto di avere molto in comune con lei oltre al desiderio di liberarci di Etienne. È una donna forte e volitiva: la nostra casa editrice farà strada, ne sono sicura, dopotutto non ho lavorato con tanta dedizione e tanta passione tutti questi anni per nulla. Certo, la morte di Valentina la notte scorsa complica tutto; ora le quote che desiderava lasciare a Dialta andranno al suo ex marito, nonché mio ormai ex compagno. Ora mi è un po’ più chiaro perché non ha mai voluto separarsi da lei. Approfittatore. Ma non importa: la strada per la creazione di qualcosa di nuovo e migliore sarà un po’ più lunga ma sempre possibile.

La morte di Valentina è stata uno shock. Certo, stava già morendo e quindi le cose non cambiano poi molto. No, la cosa terribile è che tra noi c’è un assassino e una persona di queste che conosco così bene da così tanto tempo ha deciso di uccidere un’amica pur di impedire che il nuovo testamento venisse redatto. Io credo di sapere chi potrebbe essere stato. L’ho detto stanotte al detective Keller quando mi ha interrogata. Spero che quella stupida ragazzina paghi per ciò che ha fatto. Povera Dialta. Scoprire che la sua sciocca ma amata figlia è caduta nella trappola di Etienne al punto da essere disposta ad uccidere per lui sarà un colpo fortissimo.  Io non avrei potuto fare una cosa simile per Etienne. Mettere tutto a repentaglio per un uomo che ti tradisce continuamente? Ma forse dovrei rivalutare il mio compagno: dopotutto io l’ho molto amato e lo stesso ha fatto Valentina. E né io né lei siamo donne vacue e stupide. Con il suo fascino da viveur ha sempre accalappiato tutte le donne che voleva, si è fatto mantenere e tutte avrebbero fatto carte false pur di poter dire al mondo “lui è mio”. Così ha sempre ottenuto ciò che voleva senza sforzi. Chiamalo stupido…

Per quanto mi riguarda è tutto chiarissimo: Valentina è stata uccisa per denaro e per amore. Io non sono stata e non ho motivi per sospettare di Dialta che avrebbe ereditato la totalità delle quote della casa editrice e la amava come una sorella. Povera amica mia, è distrutta. Già ieri sera, dopo che Valentina ha annunciato di voler fare l’eutanasia non si dava pace. Posso capire perché: Valentina era una persona straordinaria. Un po’ troppo naïve, forse, un po’ troppo ideologica, ma tanto buona. Fu lei ad assumermi ormai dieci anni fa, notando la mia passione e la mia determinazione. È stata più di un capo e di una collega per me: è stata un’amica e le sono riconoscente. Onorerò la sua memoria portando avanti una casa editrice con la sua migliore amica, una nuova Anaconda che finalmente funzioni. Comunque, come ho detto al detective Keller, non avevo alcun motivo per uccidere Anaconda. A me faceva solo comodo che rimasse viva fino alla stesura delle nuove volontà: essendo già d’accordo con Dialta avrei avuto la strada spianata per il mio progetto e la mia vendetta. E non meno importante, le volevo bene. Certo, il mio alibi ha qualche buco perché dopo la lite con Etienne e la visita a Valentina mi sono addormentata da sola in camera. Ma mentre dormivo Etienne era in salotto con Emiliya e avranno sicuramente parlato della nostra discussione. Dopo cena non ho resistito: vedere Etienne che faceva gli occhi dolci a Emiliya, che ingenuo. Pensava non sapessi. E invece io li avevo scoperti già da un po’. Anche la bella, innocente Emiliya non è proprio quello che sembra e mentre stava lì di fronte a me e faceva la ritrosa quando Etienne la guardava, era perfettamente consapevole di cosa stava accadendo. Abbiamo stretto un patto io e lei, se così si vuol chiamare. La notte in cui li ho scoperti l’ho affrontata e mi è sfuggito il progetto di allontanare Etienne dalla casa editrice. Per fortuna ho potuto ridurla al silenzio minacciando di rivelare la sua relazione con Etienne a sua madre, che lo odia. Dialta l’avrebbe diseredata piuttosto che farla stare con quell’uomo. Così mi sono aggiudicata il silenzio della ragazzina. Ma ieri sera è stato troppo. Stupido, inconsistente casanova privo di talento, stava in mezzo alla stanza umiliandomi con il suo atteggiamento senza rendersi conto di essere circondato da donne ben più in gamba e terribili di lui. Credeva di essere furbo mentre si dibatteva nella rete di silenzi e menzogne che gli abbiamo tessuto intorno. Per questo l’ho preso in giro, dandogli del buono a nulla: è ciò che è, e tutti in quella stanza lo sapevano tranne lui. Così quando Dialta ed Emiliya sono andate a salutare Valentina nella sua camera l’ho guardato in faccia e gliel’ho detto “So di te ed Emiliya, mio caro, hai finito di giocare, la pagherai carissima”.

E immagino che dopo che me ne sono andata e ho salutato a mia volta Valentina, i due piccioncini si siano incontrati in salotto e abbiano deciso il da farsi. Ormai erano scoperti e io e Dialta avremmo fatto fronte compatto contro di loro. Quindi, uccidere Valentina era il modo più semplice di sistemare la situazione: lei muore ed Etienne eredita. I due fuggono e si costruiscono una vita meravigliosa fatta di casette di legno, cani e bambini. Sciocca ragazza. Scommetto che è convinta di poter avere con lui un futuro così. E lui, lui si sarà fatto prendere dal panico, patetico uomo, si sarà pulito la coscienza pensando che tanto Valentina sarebbe morta presto comunque, che non avrebbe sofferto. Di una cosa sono certa, l’avrà uccisa lei. Di questo almeno devo darle credito, è più forte di Etienne, tutte noi lo siamo. Ad ogni modo, questi sono i miei sospetti. Spero che il giovane Keller, nonostante l’inesperienza, riesca a raccogliere abbastanza prove per poter consegnare l’assassino alla giustizia. Per quanto mi riguarda, il caso è risolto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Claudia Campana

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