Narratè: ovvero come assaporare il tè leggendo un racconto.

Forse alcuni di voi avranno già sentito parlare di Narratè, un prodotto di food design in cui la tea bag contiene un racconto su una città d’arte italiana: Roma, Firenze, Venezia e Milano.
L’idea è nata per utilizzare bene il tempo che abbiamo a disposizione durante l’infusione del tè, ovvero quel tempo di attesa fra i 3-5 minuti in cui non sappiamo bene cosa fare.
Spesso ci ritroviamo a leggere il retro delle bustine, analizzando minuziosamente gli ingredienti del tè e altre informazioni relative al prodotto che non sono più di tanto interessanti.
Allora perché non poter leggere un racconto durante il tempo d’infusione?
Narratè è questo: un’idea pratica e al contempo molto letteraria.
Per questo motivo noi di Roa abbiamo deciso che era giunto il momento di provare Narratè: un prodotto e un’idea molto affini alla nostra linea editoriale.
Abbiamo deciso però di scrivere quest’articolo sotto forma di racconto. Buona lettura!

 

Tutto è partito da Facebook, uno o due mesi fa.

Avevo letto di sfuggita qualcosa in giro per la rete ma senza prestare più di tanta attenzione: l’articolo parlava di Narratè: racconti che durano il tempo di un’infusione…

Finalmente, sotto Natale, entrata nella libreria Verso di Milano, ho trovato di fianco alla cassa tante bustine di tè, con un design accattivante ma non aggressivo, l’involucro in carta ruvida con scritto Narratè.

Ho provato una strana sensazione che si potrebbe riassumere con “Che figata” e “Io lo sapevo già”.

In realtà non mi aspettavo che Narratè fosse stato lanciato sul mercato così in fretta e non credevo l’avrei trovato, per puro caso, nella libreria sotto casa mia.

Qualche giorno fa, allora, la decisione: leggere uno di questi racconti, assaporare il tè, approfittare del freddo di questi pomeriggi di gennaio e concedersi  una di queste fantomatiche bustine.

E perché non scrivere anche un articolo su Roa? Chi meglio di noi può apprezzare un’idea del genere?

Dunque ho deciso che era il momento di andare da Verso a prendere finalmente la tanto desiderata bustina.

Mi sono seduta ad un tavolino affacciato su Corso Ticinese, la sera già buia e la strada illuminata, nonostante fossero solo le cinque e mezza, e insieme a un mio buon amico (nonché uno degli autori di Roa) abbiamo intinto le nostre bustine in due tazzine un po’ retrò.

Avremmo tanto voluto leggere un racconto su Milano, ma ahimè erano finiti.

Così, abbiamo aperto le bustine e ci siamo immersi nella lettura. I racconti, uno su Firenze e uno su Roma erano semplici e inaspettatamente emozionanti: ho rivisto Firenze, ho sentito la gente parlare con l’accento toscano e in me sono riemersi tanti ricordi, complice l’odore del tè, la musica di sottofondo in libreria e la descrizione tanto evocativa della città.

Bisogna ammetterlo: era proprio un bel racconto.

Narratè ci ha permesso di godere del pomeriggio ideale: un momento al bar, un tè e un buon libro.

 

 

 

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Valeria Pagani

Quella che fa cose. Nata a Milano nel 1995, vive e lavora tra le Colonne di San Lorenzo e Festa del Perdono. Ama il teatro e avere sotto controllo tutto (non sempre ci riesce).

2 risposte a "Narratè: ovvero come assaporare il tè leggendo un racconto."

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