Oulipo 2.0 | Un giallo Anaconda | 1

Cari lettori, siamo tornati con un nuovo tema per l’Oulipo 2.0!
Quello che vi proponiamo è un invito a cena con delitto letterario:
La direttrice della casa editrice “Anaconda” è stata assassinata nel suo chalet a Saint Moritz dopo aver passato la sera con i suoi ospiti.
Chi l’ha uccisa e perchè?
Nel corso delle puntate leggerete le varie testimonianze dei personaggi fino a leggere l’ultimo racconto in cui il commissario svelerà il colpevole. 
Sarete in grado di scoprire chi è l’assassino?

Buona lettura!

 

Subito dopo Capodanno, invitai per qualche giorno le persone a me più care nel mio chalet a Saint Moritz, per poter passare un po’ di tempo insieme prima di stilare il nuovo testamento e di finire in una lussuosa clinica svizzera in cui i medici si sarebbero occupati di farmi addormentare per sempre.

Ho il cancro. Ma non ho la forza di combattere, ho già fatto un ciclo di chemio e adesso non me la sento più. Ritengo che la mia vita sia stata vissuta appieno, non mi pento di niente e so di lasciare il frutto del mio lavoro in buone mani.

Scusate, che maleducata: sono Valentina Anaconda, direttrice di “Anaconda”.

Sicuramente avrete sentito parlare della mia casa editrice, avrete letto qualche libro pubblicato da noi e forse vi dirà qualcosa il titolo “Il peso della cenere”, scritto dal nostro più grande autore: Etienne Priss, anche lui invitato a casa mia per questa ultima riunione.

Etienne è un uomo a cui tengo molto, una ventina di anni fa eravamo sposati, ci amavamo sul serio, e io ero stata rapita dal suo fascino; lo stesso che ha utilizzato per sedurre la segretaria, la farmacista, la donna delle pulizie e via dicendo.

L’ho perdonato, però, ora siamo buoni amici.

Poi c’è Dialta, la persona a me più cara.

Dialta ed io ci conosciamo dai tempi dell’Università, ci lega un rapporto profondo, sincero, affettuoso e pieno di passione. È stata lei a dar vita ad “Anaconda” con i soldi della sua cospicua eredità. Infatti, chi avrebbe avuto i soldi per aprire una casa editrice prima dei trent’anni?

Grazie a lei è stato possibile coronare il mio sogno, anzi il nostro sogno, so che se anche non ci sarò più la casa editrice rimarrà in buone mani.

Decidere di lasciare questo mondo e quindi Dialta è stata la scelta più dolorosa della mia vita, ma non voglio che lei sia costretta a starmi vicina quando io diventerò solo un peso.

Questa sera ci sarà anche Emiliya, la giovane figlia di Dialta, che è un po’ come se fosse anche mia figlia.

Ha vent’anni, fa la grafica e ha davanti a sé ancora un mondo da scoprire. Amo la sua ingenuità, il fatto che riesca a trovare il buono in tutti noi. È anche molto brava nel suo lavoro, così ho spinto molto perché si occupasse della parte grafica di “Anaconda”; non che Dialta non fosse d’accordo, era semplicemente un po’ scettica all’inizio.

Rimane da presentare solo Naomi: la nostra editor, la donna con più polso che io abbia mai conosciuto. Sempre molto concentrata sul lavoro, è una donna che non si fa sfuggire nulla.

Con il suo fascino di ghiaccio è riuscita a sedurre Etienne con cui ha una relazione da ormai 10 anni. Non per essere maliziosa, ma secondo me non durerà ancora a lungo. Conosciamo tutti Etienne.

Questi sono tempi duri, la casa editrice non ha più il successo di un tempo, le nostre scelte artistiche spesso sono risultate in controtendenza e “Anaconda” ne ha sofferto molto.

Naomi è stata fondamentale in questi ultimi anni, riuscendo a non far fallire “Anaconda”, ma vorrebbe prendere delle decisioni per la casa editrice che io non condivido. Spero che neanche Dialta le condivida.

Ma perché pensare a questi problemi? Continuiamo con la storia.

Quando arrivarono gli invitati era la sera del 3 gennaio, li accolsi in casa e li feci accomodare nelle loro stanze.

Dialta occupò la stanza singola di fianco alla mia: c’è un piccola porta che mette in comunicazione le due stanze, la utilizziamo per non far rumore in corridoio spostandoci da una camera all’altra.

Di fronte alla mia stanza invece feci accomodare Emiliya.

Dove c’è il solaio invece feci accomodare Naomi e Etienne nella camera matrimoniale, pensata apposta per gli ospiti.

La cena si svolse al piano terra, dove c’è anche il salotto con un comodissimo divano.

Subito affrontai il discorso, non avevo bisogno di trovare il momento giusto, anche perché non ci sarebbe mai stato.

Tutti furono sorpresi. Valentina che sceglie la strada dell’eutanasia? Valentina che lascia tutte le sue quote di “Anaconda” a Dialta?

La scelta era molto semplice: Etienne, il mio ex marito da cui non avevo divorziato non sarebbe mai stato in grado di occuparsi della casa editrice. Non riusciva a occuparsi di se stesso, figuriamoci di “Anaconda”.

Dialta era la compagna di una vita e solo lei avrebbe potuto salvare Anaconda dal fallimento grazie ai suoi investimenti.

Etienne rimase un po’ scosso all’inizio, ma quando gli comunicai che il suo contratto fisso sarebbe stato confermato si tranquillizzò.

Dopo cena ci spostammo tutti in salotto, dove avremmo bevuto un bicchiere di Whisky e avremmo continuato a chiacchierare.

Presi un bicchiere d’acqua e decisi di andare a dormire, ero molto scossa per quello che avevo detto quella sera, non credevo che mi sarei emozionata così tanto.

Quella sera le mie amiche vennero a trovarmi in camera, presi le medicine e poi mi addormentai…

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Valeria Pagani

Quella che fa cose. Nata a Milano nel 1995, vive e lavora tra le Colonne di San Lorenzo e Festa del Perdono. Ama il teatro e avere sotto controllo tutto (non sempre ci riesce).

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