C’è un attore americano davvero bravo che conosciamo un po’ tutti: ha partecipato a due serie molto diverse tra loro, ma in entrambe interpreta un padre di famiglia.
In una si chiama Hal, nell’altra Walter White AKA Heisenberg.
Eh sì, stiamo parlando di lui. Bryan Cranston. Il maestro.bryan-cranston-in-the-infiltrator.jpg

Ammetto di essere molto di parte in quanto follemente innamorato di Breaking Bad, ma anche questa volta Bryan non delude: l’attore ha avuto ancora la fortuna (o forse il merito) di lavorare ad un film che vanta un cast magnifico ed un’ottima regia, e dopo il successo de La vera storia di Donald Trumbo, ci regala un’altra eccellente interpretazione.

Ok ok, abbiamo capito che mi è piaciuto, ora procediamo con la vera e propria recensione.

La storia narra (ispirandosi alla vera storia di Robert Mazur) di un agente federale che lavorando sotto copertura, è riuscito a far arrestare Roberto Alcaino, uomo di fiducia di Pablo Escobar.
So di aver già parlato di quest’ultimo nella mia recensione di Narcos, ma questo film non è per niente incentrato su Escobar, tant’è che il criminale non è nemmeno presente nel film, se non in una rapida inquadratura di pochi secondi.

La trama non mi ha coinvolto fin dall’inizio: l’idea era qualcosa di già visto, e la sceneggiatura del film non è poi tanto entusiasmante al contrario della regia di Brad Furman, che si può dire abbia fatto davvero un ottimo lavoro.

Già all’inizio del film iniziano ad apparire volti conosciuti, ed è subito un tripudio di emozioni.
John Leguizamo, che ricordo negli adorabili panni di Benny Blanco in Carlito’s way.
Joseph Gilgun, ovvero Woody in This is england (Inimitabile serie che presto recensirò)
e Diane Kruger, di cui non potrei non citare il ruolo di Bridget Von Hammersmark (Bastardi senza gloria).

In questo film, i personaggi hanno caratteri verosimili e coinvolgenti, plasmati da attori di altissimo livello, secondari compresi. Il direttore della banca di Panama per fare un esempio, è di una “bravura spietata” e non è nemmeno un co-protagonista.
Non mi stancherò mai di dire che è proprio questo che fa la differenza tra un gran film e un film discreto.

Inoltre questa pellicola ha una peculiarità: nell’esatto momento in cui si inizia ad annoiarsi… BOOM, succede qualcosa di totalmente inaspettato che ci fa subito re-incollare allo schermo. Sembra quasi che gli autori sappiano quando lo spettatore avrà un calo di attenzione.

Ritengo, poi, che la fotografia di questo film sia definibile come un ulteriore attore che dà una sua personale interpretazione alle scene, dà loro una vita, le rende parlanti.
Inoltre, c’è uno studio molto preciso dietro ai colori scelti e ciò, unito alle location, che sono davvero impareggiabili, offre uno sfondo perfetto alle interpretazioni degli attori.
Si tratta di un puzzle complesso, che s’incastra magistralmente, ma anziché pezzo per pezzo, maestranza per maestranza.
Aggiungo anche che le inquadrature sono studiate al massimo e il regista sa bene quando renderle pulite e quando “sporcarle”. È un film che mescola molti stili diversi.

Poi, piccola curiosità; per voi amanti delle citazioni credo di averne scovate due:

una fatta a Il padrino parte II: in una scena in discoteca un personaggio prende la faccia di Robert tra le mani, rivelandogli che sa di essere davanti ad un traditore, nello stesso modo in cui Michael lo fa con Fredo. Le scene si somigliano molto e potrebbe essere una citazione voluta.
Nella seconda, un personaggio osservando Robert, fa uno schizzo del suo volto su un foglio di carta, e quest’ultimo assomiglia molto al famoso disegno di Heisenberg in Breaking bad.
A questo proposito mi sono accorto che più di una volta Bryan usa per questo personaggio alcune espressioni tipiche di Walter White.

Conclusione? Un film vincente su tutta la linea.

È un film americano, e in quanto tale non mancano mai i cliché tipici di questo genere, che spesso ti “fanno scendere a zero una scena”. Ma io personalmente ormai ci ho fatto il callo.

Quindi, film da non perdere assolutamente: Bryan è un attore strepitoso, ma questo film ha molto altro da osservare e godere, oltre alla sua interpretazione.

The infiltrator. Sublime.

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