RISCOPRIRE L’ITALIA

L’idea per questa nuova rubrica viene nientemeno che dall’Australia. Queste due nazioni condividono quasi due secoli di storia migratoria con continui scambi, trasferimenti e ritorni a casa.
Sembrerà strano, ma quasi un decimo dei turisti che visitano l’Italia sono australiani e la loro quasi totalità è composta dai figli degli emigrati italiani che tornano nella patria dei genitori per riscoprirla.
Proprio un mio amico australiano, infatti, ha acceso dentro di me la miccia di quello che state leggendo quando, qualche mese fa, arrivato in Italia, mi ha detto che il suo grande desiderio era visitare le Cinque Terre (di cui trovate un’utile guida qui), meta che io avevo accuratamente evitato per colpa dei costi, della folla e di moltissimi altri inutili preconcetti che questa rubrica si propone di sfatare.
Riscoprire l’Italia farà proprio questo: andare a scovare quelle piccole mete che non credevate così vicine a voi o che pensavate rovinate dai troppi turisti, creando piccole guide per un turismo a basso consumo monetario ed energetico ma dall’incredibile bellezza.

ORTA SAN GIULIO

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A poco più di un’ora di macchina da Milano, in provincia di Novara, si trova un piccolo e bellissimo borgo, inserito nella lista ufficiale dei borghi più belli d’Italia e insignito della bandiera arancione del Touring Club Italiano: Orta San Giulio.
Arrivarci è molto semplice ed è l’ideale per una gita di un giorno. Il piccolo borgo offre infatti, più che monumenti o architetture, un’atmosfera di serenità, memore di un tempo in cui era tutto più piccolo, locale e a misura d’uomo.
Situato sulle sponde del lago d’Orta, questo paesino ha mantenuto la sua conformazione medievale, formata semplicemente da una piazza dotata di broletto e da alcune viuzze strette che si estendono dalla costa per poco più di cento metri verso l’interno. In paese non si può circolare con la macchina e la si può solo lasciare nei grandi parcheggi a monte del paese. Le vie sono di ciottoli e non una goccia di asfalto ha intaccato le strade probabilmente ancora originali. Tutte le vie portano alla piazza centrale, da cui si possono prendere dei battelli (al costo di circa 4 euro) per andare sull’isoletta di San Giulio, vero gioiello di questo borgo.

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L’isola è stata nei secoli punto fondamentale della zona, non solo per il suo valore strategico ma anche spirituale: molte sono le leggende, ancora tramandate, sulle creature dell’isola e sul fondamentale compito che aveva la chiesa (edificata nel 390 d.C.) nel tenerle lontane. Per tutto il Medioevo si sono susseguiti accampamenti e castelli, fino all’età moderna e contemporanea, quando gli ultimi resti del castello medievale sono stati demoliti per fare posto ad un monastero e ad un seminario vescovile che oggi occupa gran parte dell’isola.

Se scegliete i giorni giusti per una visita, su quest’isola troverete un silenzio veramente piacevole e potrete passeggiare sulla piccola strada che ne fa il giro in mezzo alle case (quasi tutte deserte, perché seconde case) e ai giardini del monastero.
Le chiese non sono degne di nota e nemmeno gli scarsi monumenti, ma il vero gioiello del borgo e della sua isola è proprio il loro silenzio e la loro accoglienza.
Un giorno per staccare la spina, immersi nella storia, nella pace e nella tranquillità, è quello che ci vuole.

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Consigli utili: il mezzo di trasporto preferibile è senza dubbio l’automobile, anche grazie ad un praticissimo parcheggio proprio all’inizio del paese, evitando quelli in cima alla collina perché troppo distanti, anche se forniti di navette. Se ne avete la possibilità, consiglio il ristorante che si trova sull’isola di San Giulio, non tanto per il cibo, al livello di una buona trattoria, quanto per la terrazza a picco sull’acqua, da cui si vedono le sponde del lago; l’alternativa sono i ristorantini nella piazza del paese, che si equivalgono per moderazione nei prezzi e nella qualità del cibo.
Quando visiterete questo paesino prendetevi il vostro tempo, godetevi le piccole viuzze ed esploratele perché ora più che mai è necessario ritrovare il valore del tempo speso bene e, nella pace di Orta San Giulio, questa sensazione è quasi garantita.

 

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