Cari lettori, questo racconto fa parte del secondo ciclo della Storia Infinita. Ma cosè, poi, questa StoriaInfinita? Essenzialmente, è un lavoro svolto a più mani da tutta la redazione, un racconto senza una direzione predefinita, in cui la fantasia di ogni scrittore può andare a briglia sciolta. Ogni settimana, un membro della redazione inventa un nuovo pezzo della storia, agganciandosi a ciò che è già stato scritto dai compagni, ma prendendo qualunque direzione egli desideri. Perciò, se troverete strani mutamenti nella trama, se spunteranno alieni, o zombie allimprovviso, se i personaggi diventeranno da biondi, bruni viceversa, niente paura: questa è la sfida. Osare, sperimentare, inventare. E creare, scendendo a patti con gli altri colleghi, qualcosa che nessun autore, da solo, avrebbe mai potuto fare: una Storia Infinita. Buona lettura, allora! E che possiate scoprire e percorrere insieme a noi questo nuovo, misterioso sentiero.

Sofia dormiva un sonno profondo e non era preoccupata anche se, a conti fatti, era a casa di una sconosciuta che non sembrava avere tutte le rotelle a posto.

“Sofia, svegliati” bisbigliò Shelly.

Sofia aprì gli occhi. Era buio e faceva freddo, dalla finestra filtrava la luce della luna.

“Che c’è?” la bambina si strofinò gli occhi ancora socchiusi dal sonno.

“Elvira è scomparsa” disse la bambola, mentre Charlie le raggiungeva con il fiatone “non l’ho trovata da nessuna parte”.
Sofia si alzò subito e senza mettersi neanche le scarpe disse “dobbiamo andare a cercarla”.
Shelly e Charlie non erano d’accordo, Elvira non aveva dato loro una buona impressione.

“Sei sicura? Guarda che non è una buona idea. Ti ricordi Hansel e Gretel?” disse Charlie.

“Dai Charlie, non essere esagerata, a me non sembra che si voglia mangiare Sofia” replicò Shelly.
“Sì, hai ragione, probabilmente non è una mangiabambini, ma mai dire mai”.

“Secondo me è più in stile matrigna di Biancaneve”.

“Quindi è un’addormetabambini”.

“Mi sa che ci troviamo di fronte a un caso di addormentabambini”.

“Scusate?” Le interruppe Sofia.

Le due bambole si girarono di colpo e si scusarono immediatamente.

“Secondo me è una bravissima signora, e ha bisogno del nostro aiuto” replicò Sofia.
Le due bambole sospirarono e la guardarono con tenerezza.

“Sofia, quanto sei ingenua” disse Charlie.
“Guarda che è una bambina” disse Shelly difendendola.
“Sì ma è tempo di crescere” replicò Charlie.
“Sei sempre la solita, così dura, con il cuore di ghiaccio, solo una bambina buona come Sofia poteva sceglierti”.
“Ma che dici? Io ero una bambola ambitissima, tutti mi volevano.”
“Sì, peccato che sia finita nelle “SUPER OFFERTE”.

Sofia ormai aveva rinunciato a mettersi in mezzo alle loro liti, non aveva capito che andassero così poco d’accordo, quando le faceva giocare erano sempre migliori amiche, nella sua immaginazione. “Che strano – pensò Sofia – chissà perché ora si odiano così tanto.”
Sofia trovò tre torce e si mise le scarpe.
“Volevo dirti, Sofia, che Elvira è una strega, oltre che una maga-indovina, e che le streghe sanno badare benissimo a loro stesse” avvisò Charlie.
“Quello che ti vuole dire Charlie è che non c’è bisogno di andare a cercarla”.
“Ho capito” rispose secca Sofia.
La bambina scese le scale, aprì la porta, Shelly e Charlie la seguirono.
La porta si chiuse da sola. Non si poteva riaprire.

“Ti pareva: pure una porta stregata” disse Charlie.
“Perché “pure”?” chiese Sofia.
“Dolcezza, ma secondo te il tuo latte non era stregato? Va bene essere una bambina ma nessuno si addormenta alle sette di sera dopo un po’ di latte caldo”.
“Sì, Sofia le avevo chiesto di non dirtelo…”disse Charlie dispiaciuta.

Sofia non fece in tempo a rispondere che vide una figura di donna nella penombra.

La bimba si avvicinò, poi vide la figura allontanarsi; così lei e le sue due bambole seguirono l’ombra, spegnendo le torce per non farsi vedere.
La figura arrivò in una radura, e vicino a lei c’erano altre sagome nere. Sembravano profili di donna.
Sofia e le bambole si nascosero dietro un cespuglio, poi, come se si fosse accesa una luce tutte le figure si illuminarono. Tra loro Sofia vide Elvira, e vide anche Hilde.
Una donna alta e bellissima, dai capelli biondi e lunghi, pelle giovane, viso d’angelo, prese la parola.
“So che una bambina ha aperto il passaggio, dopo più di 1000 anni possiamo ritornare nel mondo degli umani, finalmente!” poi si mise a ridere e il suo viso irradiò gioia.
“Potrò finalmente rivedere il mio Alan, per fortuna che nel mondo degli umani saranno passati due o tre anni, spero non si sia dimenticato di me nel frattempo! Comunque portatemi la bambina, solo lei potrà mostrarci il passaggio”.
Hilde fece un passo indietro.
“Perché indietreggi Hilde?”.
“Niente mia regina”.
“Tu sai qualcosa Hilde?”.
“No, regina niente…”.

La regina la guardò con aria sospettosa e poi si rivolse a tutte le altre donne “Portatemi la bambina, stanotte!”.

Tutte le donne si inchinarono – anche Elvira – e si spensero di nuovo e si mossero per andare alla ricerca di Sofia.

Sofia, spaventatissima, rimase accovacciata dietro al cespuglio insieme alle sue due amiche fidate.

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