Recensione: Narcos

Tutti ne parlano, tutti lo imitano, tutti ripetono “Plata o plomo”.
È il fenomeno Pablo Escobar della serie Narcos.

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Personalmente, ci tengo a fare una premessa prima di iniziare a parlarne: il Pablo Escobar di Narcos è un idolo, accattivante, trascinante, ma il Pablo Escobar reale, lui è stato una bestia e un assassino di innocenti. Sembra qualcosa di scontato ricordare che la realtà differisca dalla finzione, ma non lo è mai. Ad accompagnare ogni biografia di criminali realmente esistiti, c’è sempre stata una forte critica. Il fascino del male è sempre esistito e lo si percepisce dal successo di film come Il padrino e Il capo dei capi. Ma le vere storie di questi personaggi, per quanto carismatici essi siano stati, sono da condannare assolutamente, perché sono esempi per chi le guarda. E purtroppo non è raro, oggi, notare che gruppi di ragazzini, dopo aver visto Romanzo criminale in un giorno intero, vadano in giro alla ricerca di un po’ di erba da rivendere, per poter magari poi comprare un coltello da sfoggiare in giro.

Narcos è una serie televisiva statunitense, formata per ora da due stagioni, ma ne sono previste altre due. Uscita nel 2015, la serie è ideata da Chris Brancato, Carlo Bernard e Doug Miro per Netflix.
Nel 2016 la serie è stata nominata ai Golden globe nelle categorie “miglior serie drammatica” e “miglior attore in una serie drammatica” (Wagner Moura).
Le prime due stagioni raccontano la vita del più noto narcotrafficante della storia: Pablo Emilio Escobar Gaviria, nato il 1° dicembre del 1949 a Rionegro e morto il 2 dicembre 1993 a Medellín.
Non preoccupatevi dello spoiler, infatti Netflix ha fondato la sua campagna pubblicitaria proprio sulla morte di Pablo, distribuendo magliette e manifesti con il volto dell’attore seguito dalla scritta “PABLO DIES”.

Nella prima stagione vediamo l’ascesa al potere di Pablo che inizia la sua carriera criminale come contrabbandiere, per poi diventare ricco narcotrafficante e capo incontrastato del cartello di Medellín. Nella seconda stagione, la sua caduta. Lo vediamo prima in fuga dalla sua prigione personale, poi costretto ad assistere al disfacimento del suo impero e infine morire, dopo essere stato braccato per mesi.

Non è la prima volta che un film o una serie mostrano i personaggi di Pablo Escobar e di tutti i narcotrafficanti vicini a lui, eppure un successo come quello di Narcos non si era mai visto. Forse parte di tale successo Netflix lo deve proprio al suo schema “Tutte-le-puntate-in-una-volta-sola-e-addio-weekend”, ma c’è sicuramente dell’altro: ad esempio la recitazione strepitosa di Wagner Moura, che per quanto criticato per il suo spagnolo imperfetto, riesce a costruire un personaggio stupendo;
senza scimmiottare il reale Escobar, crea la sua personale versione di Pablo, talmente precisa da farmi domandare chi dei due abbia copiato chi.
Ma non è solo Moura ad avere un alto livello di recitazione, bensì anche tutti gli altri personaggi, compresi quelli minori. D’altronde si sa, la differenza tra un prodotto buono e un prodotto perfetto sta proprio nei ruoli secondari.

La sceneggiatura è sicuramente uno dei pezzi forti di questa serie. Specialmente nella seconda stagione, infatti, scopriamo alcune dinamiche relazionali tra i personaggi rimaste implicite nella prima stagione. I dialoghi sono di una potenza inimmaginabile, e fanno entrare lo spettatore in situazioni che sono talmente forti da risultare come un vero e proprio pugno nello stomaco.
La regia usa come elemento caratterizzante la voice over dell’agente Murphy, che non risulta per niente fastidiosa (grazie anche alla meravigliosa prestazione di Boyd Holbrook) anzi, riesce ad accorciare la narrazione, riuscendo a catturare lo spettatore nei, seppur rari, momenti noiosi.
Le ambientazioni sono perfette, e rese uniche dalla fotografia e dai rumori di fondo sempre presenti nei momenti giusti. Costumisti e truccatori hanno fatto un lavoro meraviglioso con tutti gli attori, specialmente con il personaggio di Pablo e con i suoi fedelissimi.

Insomma, un successo su tutta la linea, che spiega la fortissima viralità del fenomeno. Una serie sicuramente consigliata. La prima stagione vi piacerà da impazzire, ma non avete la minima idea di cosa vi aspetti con la seconda. Narcos, è una serie che entrerà sicuramente nella vostra top ten.

 

 

 

 

 

 

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Pasquale Salerno

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