Venezia 2016 – King of the Belgians di Peter Brosens e Jessica Woodworth

Mockumentary (mocking documentary: documentario fittizio che predilige il genere comico) presentato fuori concorso alla Mostra del Cinema, ha ottenuto fin da subito un grandissimo successo, riempiendo per ben tre giorni altrettante sale del lido (fra cui la PalaBiennale che ospita circa 1700 posti).

Il film ha una trama semplice e un po’ irrealistica, e uno sviluppo molto divertente.
I registi immaginano un passato prossimo (pochi anni fa, quando c’era ancora la speranza che la Turchia entrasse nell’Unione Europea) in cui il re del Belgio va a far visita al capo del governo turco. Tale avvenimento, dovrà essere ripreso da un cameraman inglese di nome Mr. Lloyd ingaggiato per fare un documentario sulla vita del monarca.
Durante la visita del re, accompagnato dalla sua equipe di assistenti, avviene un fatto tragico: il Belgio si divide perché la Vallonia ha voluto l’indipendenza; e siccome le disgrazie non giungono mai sole, è impossibile prendere qualsiasi aereo perché è in corso una tempesta solare. Per di più, il capo della sicurezza turca non vuole che il re se ne vada per non far avvenire un incidente diplomatico.
Grazie alla versatilità di Mr. Lloyd, il re e la sua equipe riusciranno a scappare, intraprendendo un viaggio per l’Europa dell’Est per risalire fino al Belgio, sempre con mezzi di fortuna.

Non c’è molto da dire su questo film, dato che è riuscito in ogni momento a catturare l’attenzione del pubblico e a divertirlo senza sosta.

Qualsiasi situazione presentata è divertente e semplice allo stesso tempo, non ci sono banalità o cliché, soltanto situazioni inverosimili e altre semplicemente molto al limite che si susseguono l’una via l’altra.

I personaggi sono ben delineati e sempre molto coerenti, sia nel modo di reagire alle situazioni sia nel modo di relazionarsi fra di loro, anche se durante lo svolgimento della pellicola avranno tutti una crescita che porterà a una maggiore apertura e un abbandono (lento, graduale e non totale) dell’etichetta di corte.
Il film può essere apprezzato da qualsiasi tipo di spettatore, perché racconta di un viaggio per tornare a casa: un’Odissea contemporanea e comica, la storia di un re che fino a quel momento non aveva mostrato grande carisma al suo popolo e che ora vuole farsi sentire e aiutare il Belgio a tornare unito. L’unico modo per farlo, è tornare a casa il prima possibile e a qualsiasi costo.

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Valeria Pagani

Quella che fa cose. Nata a Milano nel 1995, vive e lavora tra le Colonne di San Lorenzo e Festa del Perdono. Ama il teatro e avere sotto controllo tutto (non sempre ci riesce).

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