Venezia 2016 – La La Land di Damien Chazelle

Venezia 73 apre con un musical commovente, brillante e decisamente soddisfacente sotto ogni aspetto.

La La Land di Damien Chazelle, nominato all’Oscar nel 2015 per Whiplash, non delude le aspettative e riesce a far entrare il pubblico in un’atmosfera da sogno, accompagnandolo con una colonna sonora sicuramente destinata a essere canticchiata e fischiettata.

Siamo a Los Angeles, ai giorni nostri, e i protagonisti di questa storia, interpretati da Emma Stone e Ryan Gosling, coppia già collaudata e dalla chimica perfetta, sono due giovani come tanti altri: hanno dei sogni, credono di poterli realizzare e provano a farlo in ogni modo possibile. Come incipit non sembra particolarmente originale, ma non ci si dovrebbe mai fermare alle apparenze, e classificare questa pellicola solo partendo dal tratto sentimentale della vicenda sarebbe un errore imperdonabile. Questo film è molto più di una storia d’amore, o meglio, non è solo quello: è una storia di rispetto, di sacrificio e di comprensione dei bisogni e dei desideri dell’altro, senza però sminuire i propri o metterli in secondo piano.

Una storia dalle tematiche moderne, ma resa senza tempo dalla cornice creata dalla musica: essa contribuisce a riportarci ad atmosfere tradizionali del genere, agli anni ’50, alle speranze tipiche di quell’epoca, senza però perdere di vista la contemporaneità e la difficoltà di riuscire legata indissolubilmente al nostro periodo.

Ed è proprio grazie al jazz, passione sconfinata del protagonista maschile, che la narrazione diventa spigliata, libera, a tratti imprevedibile, sempre pronta a rinnovarsi attraverso un nuovo spunto.

Si può quindi dire che la musica, che costituiva il rischio maggiore, come in ogni musical, sia la sorpresa più gradita di questo film: poteva essere esagerata, occupare ogni secondo e invece è delicata, sempre appropriata e decisamente memorabile. Già dalla scena iniziale, un lungo piano sequenza dedicato al primo numero musicale del film, l’importanza della colonna sonora viene esplicitata e legata a scelte registiche interessanti per il genere.

Una menzione d’onore va fatta ai colori che, a partire dai vestiti per arrivare ai tramonti, sono sempre sorprendenti e sono uno dei fattori che più contribuisce alla creazione di questo mondo, a metà fra la realtà e la favola, dove i sogni si avverano ma, talvolta, a un prezzo anche pesante da pagare.

Un film che soddisfa da ogni punto di vista, assolutamente degno di essere l’apertura per la Mostra di quest’anno che, se già si prospettava interessante e piena di potenziale sulla carta, dimostra, già con questa pellicola di essere all’altezza delle aspettative.

Lasciatevi incantare quindi, lasciate che questa pellicola vi trasporti, nel modo magico che solo il cinema possiede, in un mondo pieno di passione, romanticismo ma anche realismo e dolore.

E quando la storia sarà conclusa e le luci si saranno riaccese, vi rimarrà solo una manciata di note, una melodia da cantare sottovoce per ricordare le emozioni appena provate.

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Francesca Sala

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