Andalusia – consigli tratti da un’esperienza di viaggio

 

 

Questa mini-guida si propone di dare consigli pratici invece di consigliare le solite mete che potete trovare su qualsiasi guida turistica: per quello c’è la Lonely Planet.

Buona lettura!

 

Prima di cominciare, però, quattro semplici regole che valgono sempre:

 

1- Trovate case/ostelli/alberghi con l’aria condizionata.
In estate, il Sud della Spagna può toccare vertici di calore che nessuno può affrontare senza ausili di sorta (es. i 47 gradi all’ombra di Cordoba).
Quindi, quando affittate una casa accertatevi che ci sia proprio l’aria condizionata e non ventilatori o “pinguini” vari, che non raffreddano e vi faranno patire le pene dell’inferno.

 

2- Non c’è vita notturna in Andalusia, a meno che non andiate a Siviglia, ma neanche lì ce n’è molta. Non aspettatevi quindi di fare le ore piccole in discoteche che non ci sono. I locali non chiudono più tardi delle 3.00.

 

3- Prendere un taxi è sempre la scelta migliore, soprattutto se si è in più di tre.
Le tariffe dei taxi partono da 1,40 euro di giorno mentre la sera da 1,80 euro.

Conviene rispetto ai mezzi pubblici.

 

4- Se siete a corto di soldi potete andare da 100 Montaditos. Il lunedì e il mercoledì c’è la tariffa speciale “tutto a un euro”.

Molto meglio che risparmiare al supermercato e prendere allo stesso prezzo salumi tossici.

 

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La più grande città dell’Andalusia e la più variegata. Ci sono moltissime cose da vedere ed è sempre piena di vita (a parte durante la siesta). La città ospita la più importante scuola di Flamenco di tutta la Spagna, ed è infatti in questa città che vi consiglio di andare a vedere una performance di questa danza.
Molti posti propongono la formula “spettacolo+cena” o comunque offrono un pacchetto turistico, ma il prezzo in tal modo si alza, e per godersi lo spettacolo non è necessario mangiare tapas.

Consiglio la Casa de la memoria de Al-Andalus. Il prezzo del biglietto per gli studenti è di 15 euro e lo spettacolo dura una cinquantina di minuti.

Un luogo molto carino in cui si può bere una birra o un tinto de verano (vino estivo, fresco, simile alla sangria) è Alameda de Hércules (colonne d’Ercole). In quella zona ci si può sedere in piazza o in uno dei tanti bar per vivere l’atmosfera giovane e calda della città.

 

Casa de la Memoria de Al-Andalus Calle Cuna, 6, 41004 Sevilla, Spagna


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Città bellissima ma anche caldissima. Non offre la quantità, ma la qualità e i suoi monumenti rimangono sicuramente impressi.

Da visitare assolutamente è la Mezquita, nata come tempio cristiano sotto i visigoti, divenuta successivamente luogo di culto per i musulmani per poi tornare ad essere una cattedrale nel XV secolo.

A Cordoba, come in molte città andaluse che hanno vissuto sotto i mori, c’è l’Hammam, aperto fino all’una di notte, in cui ci si può rilassare nelle diverse piscine, o ci si può concedere un bagno turco e un massaggio in una struttura del XVI secolo. Il risultato? Rilassante e suggestivo (il prezzo minimo è di 25 euro).

Per andare a cena ci siamo affidati a TripAdvisor che ci ha condotto al Taberna el No.10, un ristorante nel centro storico con una vasta terrazza (tutti i palazzi nel sud della Spagna hanno grandi terrazze) in cui abbiamo mangiato molto bene.
Un consiglio spassionato? Non andate in questa città ad Agosto, fa troppo caldo.

 

Taberna el No. 10

Calle Romero 10, 14003 Cordova, Spagna


Hammam Al Andalus Banos Arabes

Calle Corregidor Luis de La Cerda 51 |Near to the Mosque-Cathedral, 14003 Cordova,Spagna

 

Malaga
Non vi consiglio nulla di questa città. È stata una delusione: turistica, piena di negozi e ristoranti, il mare non è nulla di che (anzi, è molto sporco dato che le spiagge sono vicino al porto) e la sera, nonostante ci sia molta scelta, niente è di alta qualità.
In alcuni ristoranti, tuttavia, si mangia molto bene. Consiglio Casa Lola, in cui fanno ottime tapas e pinchos.

Unica nota positiva di Malaga è che è stata una delle ultime città a cadere durante la guerra civile. La sua tenacia, però, le è costata cara e la città ha dovuto essere ricostruita quasi completamente.

 

Casa Lola Calle Granada, 46, 29015 Málaga, Spagna

 

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Città bella ma turistica. Molto suggestivo il quartiere islamico (ricordiamoci che i mori se ne sono andati nel 1492) in cui però si continua ad ostentare uno stile orientaleggiante “acchiappa turisti”.

È molto affascinante girare di notte fra le vie strette e dare un’occhiata ai diversi negozi perché sembra di essere in un bazar. Ma i prezzi sono alti, è difficile contrattare, ed è una zona unicamente turistica.
Fermatevi nei Teteria, bar in cui si possono degustare vari tipi di tè (dal chai, al tè nero, al caffè turco ecc.) e in cui si può fumare il narghilè: questi locali sono tutti simili fra di loro, ma è un buon modo per concedersi una pausa fra un giro e l’altro.

Se siete studenti e volete andare all’Alhambra sappiate una cosa: per ottenere lo sconto non basta essere iscritti all’università o rientrare nella categoria “under26”, ma bisogna mostrare la “Carta Joven” ovvero la carta giovani che viene rilasciata dal proprio comune di appartenenza ed è valida in tutta Europa, costa 10 euro e si può ordinare su internet. A mio parere non conviene farla, dato che la chiedevano solo in questa città (di solito, è sufficiente il tesserino universitario).

Per entrare all’Alhambra conviene, a conti fatti, pagare il prezzo intero (15 euro), che costa solo cinque euro in più del biglietto scontato.

 

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Città fra l’Andalusia e la Murcia, come Malaga ha resistito fino all’ultimo al dominio di Franco, e sempre come Malaga è stata in gran parte ricostruita.

La città in sé non ha molto da offrire a livello di monumenti o attrazioni, ma ha una bellissima atmosfera e lidi meravigliosi.
Vale la pena affittare una macchina (in Spagna basta avere un anno di patente) e girare la costa in cui ci sono molte spiagge (si dice che siano simili a quelle caraibiche) e un mare molto limpido.
Ad Almeria, contrariamente alle altre città, c’è molta vita notturna (anche se non fino a tardi come ci si può aspettare: verso le 2 chiude tutto, a parte i disco-pub) e c’è l’usanza di fare il giro dei bar: ad ogni consumazione, di birra o di vino, il locale offre una tapa (si paga solo il prezzo della bevanda, e con i cocktail l’offerta non vale).

 

Alicante
Non c’è molto da visitare, in questa città si va principalmente per il mare e la vita notturna.
Le discoteche, però, non sono nulla di che. Anzi, ci siamo trovati in situazioni un po’ squallide a ballare insieme a quarantenni ubriachi e turisti che passavano la serata in bagno (a farsi di qualcosa?!). L’unica discoteca in cui vale la pena andare è il Marmarela (da noi chiamato Marmellata, da altri Gargamella: non è un nome semplice per gli italiani). Il club, però, è molto esclusivo, bisogna essere vestiti bene, prenotare prima, sperare che i biglietti non siano sold-out: insomma, un casino.

Nonostante il mare sia una delle principali attrattive di Alicante, non è, alla fine, nulla di che. Ad Almeria le spiagge erano molto più belle.
Abbiamo mangiato bene al ristorante Seicento, cucina italo-spagnola, chef napoletano.

La cena migliore della vacanza.

 

Seicento Calle de San Ildefonso, 12, 03001 Alicante, Spagna

 

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Valeria Pagani

Quella che fa cose. Nata a Milano nel 1995, vive e lavora tra le Colonne di San Lorenzo e Festa del Perdono. Ama il teatro e avere sotto controllo tutto (non sempre ci riesce).

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