Ecco a voi una breve lista di 10 serie tv che, a mio parere meritano di essere viste. Saranno esclusi i fenomeni del momento come “Game of Thrones” “The Walking dead”, “Breaking bad”, “House of cards” e “Gomorra”, ovviamente consigliate ma delle quali si è sentito parlare già molto! L’elenco non segue alcun ordine preciso!

Homeland

L’agente della CIA Carrie Mathison, perspicace ma bipolare, si trova nelle prime tre stagioni ad affrontare il ritorno negli Stati Uniti del marine Brody che era stato dato per scomparso in Iraq. Mentre tutti lo considerano un eroe di guerra, Carrie conduce indipendentemente delle indagini sul suo conto, in quanto sospettosa della fedeltà di Brody verso gli USA, instaurando con il marine un rapporto a metà tra il personale e il formale. I punti di forza si basano senza ombra di dubbio sulla storia e sulla caratterizzazione dei personaggi grazie anche a un’ottima interpretazione dei tre protagonisti Claire Dames, Damian Lewis, Mandy Patinkin. La serie risulta particolarmente intrigante per la capacità di fornire continui cambi di prospettiva e un continuo confronto tra la cultura occidentale americana e quella araba che ostacola il delineamento dei ruoli di buoni e cattivi.

Prison break

Lincoln Burrows viene condannato a morte per l’uccisione di Terrence Steadman, fratello del vicepresidente degli USA. Il fratello di Lincoln, Michael, si fa incarcerare nella stessa struttura del fratello, dopo aver escogitato un piano per farlo evadere, avendo egli stesso progettato il carcere. Michael aiutato da altri sei detenuti farà di tutto per liberare il fratello innocente, incastrato da una “compagnia” a sfondo criminale, con infiltrati nelle più alte cariche di Stato e FBI. Anche nel caso dovessero riuscire ad evadere si troverebbero comunque a fuggire per sempre. Serie tv pluripremiata e apprezzata soprattutto per l’intreccio, la sceneggiatura e l’approfondimento caratteriale del protagonista Michael, interpretato dal fenomenale Wentworth Miller. Menzione d’onore anche per la bellissima Sarah Wayne Callies, già vista in “The Walking dead”. Se si vuole trovare un difetto, comunque trascurabile, in questa serie, più che altre, secondo me è evidente l’intento di creare un prodotto destinato alla televisione. Ogni singolo episodio, infatti, presenta più di un colpo di scena, con lo scopo di garantire la fedeltà del telespettatore. La storia potrebbe risultare quindi un po’ allungata. Sarebbe preferibile non farne una maratona (data anche la lunghezza della serie).

Black Sails

Partiamo da un presupposto: i pirati sono fighi. Black Sails ci racconta del Capitano Flint, del suo passato oscuro e di come da ex ufficiale della marina inglese, costretto a fuggire a Nassau, covo dei pirati, diventi un pirata leggendario. Venuto a conoscenza della Urca de Lima, nave spagnola che trasporta una enorme quantità di oro, si allea con Eleanor Guthrie, a capo del riciclaggio delle merci rubate dai pirati, Charles Vane, altro terribile capitano e John Silver, l’unico a conoscenza della rotta della Urca. Insieme tra vari intrighi, tradimenti e battaglie cercheranno di recuperare il bottino per cambiare le sorti del mondo pirata. Senza eccessivi azzardi, questa serie ha tutto per essere considerata obbligatoria. Luoghi mozzafiato, senza troppi effetti speciali, fanno da cornice a un intreccio complicato, tipico del mondo pirata. Di alto livello anche la gestione delle luci, scenografie e costumi volti a riprodurre fedelmente l’aria e il calore di quei luoghi e quegli anni.
Cast spettacolare, scelto abilmente dagli autori, in particolare Flint (Toby Stephens). Elemento interessante, molti personaggi compaiono anche nel capitolo “Black Flag” di Assassin’s Creed.

Love

Love è una commedia che racconta la storia della relazione tra Mickey e Gus, una ragazza e un ragazzo di Los Angeles molto diversi tra loro, entrambi sui trent’anni e entrambi appena usciti da un’altra storia. Mickey ha qualche problema con l’abuso di psicofarmaci ed è una ragazza cinica e disillusa. Gus invece è un nerd, goffo e fisicamente poco attraente, con problemi a relazionarsi con le ragazze, che fa un lavoro non appagante ed è stato appena tradito dalla sua ragazza. La serie racconta di come i due stringano un legame sentimentale nonostante o grazie ai caratteri opposti. Secondo me l’abilità del creatore (lo stesso di “40 anni vergine”) sta nel presentare i difetti dei due protagonisti, tanto da arrivare ogni tanto ad odiarli e sentirti migliore di loro a causa delle scelte sbagliate che fanno, e di trasformarli in pregi rendendoli perfettamente compatibili tra loro. E’ una serie che nasce senza pretese ma capace di strappare risate velate e analizzare bene i personaggi nonostante la leggerezza della narrazione.

True detective

Le due stagioni di True Detective non hanno nulla a che fare l’una con l’altra. Nella prima I detective Rust Cohle (Matthew McCounaghey) e Marty Hart (Woody Harrelson) danno la caccia a un serial killer in Lousiana per 17 anni. Nella storia si susseguono numerosi flashback che raccontano della ricerca del criminale, mentre nel presente si trovano entrambi a parlare con degli agenti dato che il caso è stato riaperto. Rust Cohle più enigmatico, agnostico, nichilista e spara sentenze senza peli sulla lingua, Marty più dedito alla famiglia ma incapace di resistere al vizio delle donne e dell’alcol. L’atmosfera data dalle luci, dal paesaggio della Lousiana e dagli interni restituisce un clima noir fantastico che rispecchia fedelmente i caratteri dei personaggi, della loro ricerca interiore e allo stesso tempo di un killer spietato che compie rituali sui cadaveri. Potendo considerare la seconda stagione come una serie a parte e non avendola apprezzata particolarmente , forse per il confronto con la prima, non ne parleremo.

Heroes

Serie cult del genere fantascientifico. Alcune persone scoprono di avere poteri paranormali (volare, leggere nella mente…). Mentre all’inizio le vite di queste persone sembrano apparentemente scollegate, piano piano, come un puzzle, si intrecciano, seguendo lo stile del film premio oscar “Crash”, “21 Grammi”, “Babel”. Scopriranno infatti di dover aiutarsi a vicenda per salvare New York da un’esplosione catastrofica che avverrà da un mese a quella parte. Questi soggetti avanzati sono inoltre seguiti da una compagnia farmaceutica che ha lo scopo di internarli e sfruttare i loro poteri, e da uno psicopatico che tenta di assorbirne i poteri scoperchiandone il cranio. E’ una serie avvincente che tiene con il fiato sospeso in quanto ad ogni fine puntata abbiamo un indizio, una rivelazione a sorpresa che ci spiazza e ci induce a dubitare di tutto ciò che pensavamo di aver capito. Se avete anche solo sentito parlare di serie come Misfits, che non sono nient’altro che una imitazione e un teen drama, secondo me non potete fare a meno di vedere questo must.

Lost

Un aereo in volo da Sidney a Los Angeles si schianta su un’isola sperduta, teatro di eventi inspiegabili, a più di mille miglia dalla rotta prevista dell’aereo, rendendo così difficilissimo il salvataggio dei superstiti. I sopravvissuti ben presto scopriranno che altre persone in passato sono finite su questa isola apparentemente disabitata e alcune di loro cercheranno di non farli andare via. Nel frattempo si svilupperanno sempre più relazioni tra i sopravvissuti che impareranno a conoscersi, amarsi e odiarsi. La serie è caratterizzata da 14 protagonisti, tutti con una storia ben approfondita alle spalle, grazie all’utilizzo alternato di flashback, flashforward e storie parallele. Proprio per questo motivo consiglio di vederne gli episodi il più ravvicinati possibile, perchè è molto facile perdere il filo di un intreccio così complicato. Sicuramente la serie è capace di garantire la fedeltà dello spettatore grazie anche alla conclusione di ogni episodio con un colpo di scena.

Romanzo Criminale

Piccolo gioiello della fiction italiana, nonostante io abbia preferito questo capolavoro alla più famosa “Gomorra”, altro gioiello di Sollima, ma non siamo qui per fare confronti. La serie narra della Banda della Magliana, un’organizzazione criminale di Roma che ha operato dal 1977 al 1992, riuscendo quasi ad ottenere il controllo della città, loro sogno. Rifacendosi a eventi storici realmente accaduti, a volte citati e a volte approfonditi, presenta comunque elementi romanzati quali intrighi, inganni, amicizie, rancori, sviluppati così abilmente da far provare simpatia per dei criminali così efferati.
Nonostante il cast sconosciuto, la bravura del regista e degli sceneggiatori rendono gli attori credibili per i rispettivi personaggi, tutti con caratteri unici. Se non siete convinti almeno date un’occhiata anche solo per la bellissima Daniela Virgilio. Personalmente questa serie mi ha fatto rivalutare in positivo la fiction e il cinema italiano, dimostrando che in questo ambito, in Italia, non è tutto da buttare.

Fargo

Un’altra serie pluripremiata che si rifà all’omonimo film dei fratelli Coen. In quanto serie antologica ogni stagione racconta storie indipendenti. Nella prima il criminale Lorne Malvo arriva in una cittadina del Minnesota e coinvolge nei suoi crimini un goffo agente assicurativo. A seguirne le tracce una ingenua ma intraprendente agente di polizia. La seconda narra della famiglia mafiosa dei Gerhardt che cerca di scoprire l’identità degli assassini di un membro della loro casa. A seguire le scie di cadaveri due agenti di polizia, mentre sullo sfondo si scatena una nuova guerra tra la mafia di Kansas City e i Gerhardt. Ciò che fa più apprezzare questa serie secondo me è il reparto tecnico: l’atmosfera e i colori tipici di un paesaggio freddo e desolato quale quello di paesini noiosi del Minnesota contrasta perfettamente con gli eventi criminali raccontati. Lavoro di post produzione e di uso delle luci magistrale. Ciò che mi ha stupito di più è la presentazione dei personaggi in maniera autoironica, i poliziotti, ad esempio, sono proprio come uno se li immaginerebbe! (svogliati, abituati a bere, sempre a mangiare ciambelle). Unico neo la lentezza della serie, voluta, che non costituisce un difetto ma calza a pennello con l’atmosfera che si respira.

Vikings / Spartacus

Per quest’ultimo punto, ho deciso di mettere insieme due serie simili per certi versi e diverse per altri. Vikings narra dell’ascesa al potere di Ragnar Loŏbròk e delle sue razzie nel Mare del nord, in Northumbria, nel Wessex e l’impresa finale di Parigi. Spartacus invece narra dell’omonimo leggendario gladiatore, e della sua rivolta, prima contro il suo padrone Battiato, e poi contro tutto l’impero romano. Cerchiamo di fare un confronto tra le due serie considerando fattori che possano a convincervi:
• Nonostante siano entrambe serie tv basate principalmente sulla guerra non la affrontano in maniera banale ma anzi con motivazioni nobili. Mentre Ragnar la sfrutta compiendo una trasformazione in se e nel suo popolo basata sulla ricerca della saggezza e conoscenza (vedi Athelstan e Parigi), Spartacus attua una rivoluzione per vendetta e per uno scopo più nobile: porre fine alla schiavitù (forse una scusa?). Entrambi i condottieri sono dotati comunque di una grande astuzia.
• In entrambe le serie vi è una certa cura storica, anche se i più attenti e informati sui periodi storici trattati possono trovare numerosi anacronismi. In Vikings vi è una minore presenza di scene di sesso, sangue e taglia gole mentre in Spartacus è volutamente esasperata. De gustibus 🙂
• Sotto l’aspetto tecnico sicuramente più azzardato Spartacus in quanto più accostabile agli splatter stile Tarantino, piuttosto di nicchia. Nell’insieme ricorda molto “300” e “Sin City” con effetti speciali, combattimenti spettacolari e rallenty.
• Cast in entrambi i casi non illustre, ma azzeccatissimo per i personaggi. Ragnar completamente folle ma allo stesso tempo cinico e intelligente, sembra ricordare vagamente Vaas del videogioco “Far Cry 3”. Spartacus con meno sfaccettature ma esaltato dalla storia, quella di un gladiatore che cerca la libertà per lui e quelli come lui, che vede sempre a fianco a se la moglie anche dopo la sua morte.

 

di Riccardo Cattaneo

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