6 libri da leggere sotto l’ombrellone #3

Valeria Pagani consiglia

Canto della pianura, di Kent Haruf

Secondo capitolo della “Trilogia della pianura” (pensavo fosse il primo quindi ho letto subito questo), “Canto della pianura” tratta delle vite di Victoria Roubideaux, i due fratelli Ike e Bobby, del loro padre Guthrie e dei due fratelli anziani Mcpheron.
“Canto della pianura” è un intreccio di vicende, di vite di gente borderline che vive nella città di Holt, città inventata dall’autore e in cui ha ambientato tutta la trilogia. Holt, piccolo centro abitato vicino Denver, dove le giornate sono scandite dalle stesse abitudini, dove vivono le stesse famiglie, dove si conoscono tutti e dove le voci girano.
Il romanzo traccia uno stralcio di vita quotidiana di un’America non idealizzata ma cruda e violenta, in cui ognuno deve sapersi difendere sin da subito.
Le varie storie si intrecciano piano e pagina dopo pagina si è sempre più catturati dalla prosa secca e decisa di Haruf, che non lascia spazio a digressioni inutili e che arriva dritto al cuore degli avvenimenti.
Libro consigliato, di facile lettura, inizialmente la storia non è molto coinvolgente ma andando avanti si viene colpiti dall’intreccio e diventa impossibile abbandonare il romanzo.

Lucrezia Iussi consiglia

La storia di Ulisse e Argo, raccontata da Mino Milani

L’estate è soprattutto il momento del riposo, quel chiudere gli occhi e non dover pensare a niente. Ci sembra di tornare un po’ bambini sulla spiaggia; e allora perché non dedicarci a una lettura che ha il sapore d’infanzia?
“La storia di Ulisse e Argo” narra le vicende dei due, il rapporto che cresce con il crescere dei due protagonisti: la giovinezza, la guerra, il ritrovarsi prima della fine. È il resoconto del tenero legame affettivo che si forma tra un uomo e il suo animale e che perdura nel tempo, nel cambiamento.
Questo è un libro che fa sorridere chi ha avuto come compagno di giochi un animale, ma anche chi non l’ha avuto, tanta è la grazia, e la leggerezza, che caratterizza la scrittura di Milani (la stessa scrittura che mi ha fatto amare, per la prima volta a dieci anni, il mito di Orfeo ed Euridice).
Questa storia, antica ma sempre attuale, ci culla con dolcezza sotto il sole e ci fa sentire di nuovo, per un attimo, bambini.

Francesca Sala consiglia

Il dio del massacro, di Yasmine Reza

Opera teatrale in un solo atto, ma non fatevi ingannare dalla lunghezza ridotta. Questo libro parte da un presupposto minimo (due coppie si incontrano per discutere di un violento alterco che ha coinvolto i figli), ma la temperatura sale in ogni pagina, magari a causa di una parola mal interpretata o di un’osservazione esageratamente precisa, fino ad arrivare alla perdita totale di ogni maschera e di ogni controllo. Si consiglia la lettura con una bevanda fresca e anche la visione dello splendido Carnage, film tratto da questa pièce dal regista Roman Polanski.

Elisa Carini consiglia

La Sonata a Kreutzer, di Tolstoj

La voce narrante è quella di un uomo il cui nome rimarrà a noi sconosciuto per tutto il romanzo. Durante un viaggio in treno, dove avrà luogo tutta la vicenda, il nostro narratore inizia una conversazione sull’amore e il matrimonio con una signora che difende l’amore «fondato sulla comunanza d’ideali o sull’affinità spirituale», e un uomo di nome Vasja Pozdnyšev, il protagonista. Costui, quando si ritroverà solo nello scompartimento con il nostro narratore, gli racconterà con drammarica amarezza la sua storia: gli anni del matrimonio fatti di quotidianità, gesti, convenzioni e la bruciante gelosia nei confronti di un musicista presentato alla moglie pianista da lui stesso, gelosia che finirà per essere alimentata una sera, mentre i due eseguiranno rispettivamente a violino e pianoforte la Sonata a Kreutzer di Beethoven. La Sonata a Kreutzer è un breve romanzo da leggere tutto d’un fiato che vi lascerà a bocca aperta e con parecchi dubbi irrisolti. Scontato dirvi quanto sia scritto bene (dopotutto, stiamo parlando di Tolstoj), le pagine scorrono senza farci caso. Ritratto interessante sull’amore e il matrimonio nella Russia di fine Ottocento e disperato verdetto sull’amore coniugale ed extraconiugale.

Claudia Campana consiglia

Il maestro e Margherita, di Michail Bulgakov

Lirico, grottesco, graffiante, onirico, profondamente coinvolgente. La lista degli aggettivi potrebbe continuare per pagine intere e ancora non esaurirebbe le sfumature di questo romanzo magistrale. Nella Mosca degli anni Trenta arriva Satana in persona, e la sua presenza nella città avvia una girandola vorticosa di eventi tragicomici. Gli accadimenti presenti si intrecciano con piani passati, i ritmi si mescolano e gli avvenimenti non lasciano respiro. Tuttavia, i temi e gli spunti di riflessione sono tantissimi, e profondissimi. Cosa è il Bene? E il Male è sempre tale, oppure anche il Diavolo in persona può avere sfumature? Le scelte del passato quanto influenzano il presente? E la salvezza esiste davvero solo per i buoni? Ma, soprattutto, una domanda tormenterà il lettore per parecchi capitoli: chi sono il maestro e Margherita? E qual è il loro ruolo in tutto ciò?
Un capolavoro della letteratura in grado di fondere storia e religione, filosofia e narrativa in una trama che risucchia il lettore in un mondo fatto di uomini, demoni e streghe fin dal primo capitolo, e lo restituisce alla realtà solo al termine dell’ultima pagina senza mai scadere nella pesantezza caratteristica di molto “classici”. Il Maestro e Margherita è uno di quei rari libri in grado di cambiare qualcosa di profondo in chi legge, un libro amato e letto da personalità letterarie eminenti quali Montale, che ne parla come di “un miracolo che ognuno deve salutare con commozione”. Speriamo che possa essere così anche per voi.

Nicolas Campagnoli consiglia

Un destino ridicolo, di Fabrizio de Andrè e Alessandro Gennari

Nella Genova malsana degli umili e dei reietti, tre personaggi tipicamente deandreiani, un malavitoso marsigliese, un pappone e un pastore sardo organizzano un importante furto. Nel frattempo, a loro si affiancano le figure di una prostituta e di un’avvenente istriana, spettatrici delle sorti dei tre uomini. Ma saranno due personaggi all’inizio marginali, Fabrizio e Alessandro, a mostrare l’intensa trama che lega le avventure degli altri e, in qualche modo, a giustificarla e ribaltarla. Il cantautore genovese riesce magistralmente a trasporre in prosa il suo mondo poetico, con lo stile intenso e potente delle sue canzoni, in questo suo primo e purtroppo unico romanzo.

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