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Si sa, le nostre città d’arte sono le più belle, ma possono essere davvero, davvero costose per noi studenti squattrinati. Ecco una piccola lista di 7 cose che ho fatto, visto e mangiato a Siena senza spendere un patrimonio e godendo appieno della bellezza e della storia di questa meravigliosa città!

1) Rilassarsi (o abbronzarsi) seduti in Piazza del Campo

Piazza del Campo,
ti ricordi, dall’alto sembrava un’enorme conchiglia,
e lo sparo iniziale era il lampo di un’unica perla…
(Mario Castelnuovo)

Piazza del Campo, piazza principale dalla particolarissima e originale forma a conchiglia, è conosciuta in tutto il mondo per la sua bellezza e per essere il luogo in cui due volte l’anno si svolge il famoso Palio. La piazza è divisa in nove spicchi che evocano il Governo dei Nove che fu, dal 1287 al 1355, una delle principali magistrature della Repubblica di Siena. Sotto al ruggente sole di agosto, sedersi all’ombra in Piazza del Campo è stato davvero piacevole. Il panorama è mozzafiato e se non si soffre particolarmente il caldo ci si abbronza che è una meraviglia!

€ = gratis!

2) Gustarsi un panino e una birra affacciati a Piazza del Campo

I ristoranti e i bar del centro, nelle nostre città d’arte, sono parecchio costosi, si sa, ed è proprio per questo che non mi sarei mai aspettata di mangiare tanto e bene affacciata proprio sulla splendida Piazza! Se passate per Siena, date un’occhiata ai piccoli bar (che vendono principalmente panini) affacciati sulla piazza e non ve ne pentirete! Consiglio vivamente Lo Speziale per il gusto e Il Cencio per la vista!

€ = 7 (panino, bibita e dolce tipico) e 5 (panino e bibita)

3) Salire sulla Torre del Mangia (occhio ai 400 gradini!)

Chiudiamo i primi tre punti che riguardano Piazza del Campo in bellezza: salire sulla Torre del Mangia! Gli scalini sono infiniti ed è sconsigliato a chi non ama particolarmente l’altezza e gli spazi chiusi, ma per gli altri credetemi… ne vale la pena: ammirerete il miglior panorama sulla Piazza, sulla città e sui colli senesi. Nel caso ve lo stiate chiedendo, la torre è così denominata perché dal 1347 al 1360 il Comune diede l’incarico di battere le ore a Giovanni di Balduccio, detto “Mangiaguadagni” o “Mangia” perché pare che fosse uno spendaccione!

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€ = 10

4) Visitare i siti del Complesso Museale del Duomo di Siena

Non fatevi spaventare dalla fila chilometrica per l’ingresso standard, perché con l’opzione OPA SI PASS (tempo d’attesa due minuti scarsi) potrete visitare la Cattedrale, la Libreria Piccolomini, il Museo dell’Opera e il panorama dal Facciatone, la Cripta e il Battistero per soli 15 euro (13 nei mesi di giugno, agosto e ottobre, 8 a novembre e dicembre). Il biglietto è inoltre valido per tre giorni dopo l’acquisto!

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 La Cattedrale, costruita in stile romano-gotico italiano, è una delle più significative chiese realizzate in questo stile in Italia.

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La Libreria Piccolomini rappresenta un monumento di assoluto rilievo per il ciclo di affreschi eseguiti da Pinturicchio nel primo decennio del 1500, raffigurante la biografia dell’umanista Enea Silvio Piccolomini, papa Pio II e per i preziosi e stupefacenti codici conservati nelle vetrine.

Il Museo dell’Opera Metropolitana del Duomo accoglie moltissime opere di alto pregio artistico eseguite dai grandi artisti senesi che sono vissuti ed hanno operato dal Duecento sino al Sei-Settecento.

€ = 15

6) Godersi in panorama dal Facciatone

Per questo sesto punto, lascio che sia la foto a parlare!

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5) Passeggiare in un orto medievale

L’Orto de’ Pecci, un pezzo di campagna a poche centinaia di metri da Piazza del Campo, un tesoro verde da visitare assolutamente per una passeggiata o una siesta all’ombra degli alberi. L’Orto de’ Pecci, badate bene, non è un semplice angolo di verde dentro il cuore antico della città, e nemmeno un ristorante o un parco giochi: oggi infatti gli spazi e le attività sono gestiti dalla Cooperativa sociale La Proposta, con lo scopo di inserire nelle proprie attività produttive soggetti svantaggiati che provengono dal disagio psichiatrico e da altre situazioni di marginalità sociale.

€ = gratis!

7) Una passeggiata nella Fortezza Medicea

La Fortezza Medicea, forte eretto nella città toscana tra il 1561 e il 1563 su ordine del duca di Firenze Cosimo I de’ Medici, è un luogo adatto per una passeggiata rilassante con vista sulla città e i colli senesi. Il forte senese ospita anche un’enoteca, mostre, manifestazioni di vario tipo (tra cui il “cinema in fortezza”) e concerti organizzati dall’associazione Siena Jazz! Consigliato per un picnic al tramonto!

8) Cantucci, panforte e ricciarelli a volontà: un po’ di storia e curiosità!

I cantucci sono uno dolci più famosi (e buoni) della Toscana. Sono biscotti secchi alle mandorle che solitamente si accompagnano al vin santo. L’Accademia della Crusca nel 1691 ne diede la seguente definizione: “biscotto a fette, di fior di farina, con zucchero e chiara d’uovo”. I cantucci più famosi dell’epoca erano prodotti a Pisa, mentre le mandorle entrarono a far parte degli ingredienti soltanto in alcune varianti, quali i “biscottelli” dell’epoca di Caterina de’ Medici, per assurgere a elemento caratterizzante a partire dalla seconda metà dell’Ottocento!
Il panforte è un tipico dolce natalizio che ha origini molto antiche: le prime testimonianze scritte risalgono fino all’anno Mille! Inizialmente era destinato esclusivamente ai nobili, ai ricchi e al Clero poiché conteneva droghe e spezie costosissime per l’epoca. Nel 1879, quando regina Margherita andò in visita alla città di Siena, uno speziale preparò un panforte senza la concia di melone e con una copertura di zucchero vanigliato anziché di pepe nero. I senesi l’offrirono alla regina come “Panforte Margherita”, nome col quale questo panforte “bianco”, più delicato, è ancor oggi noto e commercializzato!
I ricciarelli (i miei preferiti) sono a base di mandorle, zucchero e albume d’uovo. Nati nel XIV secolo nelle corti toscane, seguendo antiche origini orientali, si sono poi evoluti in varianti arricchite con cioccolato. La leggenda narra che fu il cavaliere Ricciardetto Della Gherardesca a introdurre questi dolci, al ritorno dalle crociate, nel suo castello vicino a Volterra.

€ = per i dolci non si bada a spese!

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