Valeria Pagani consiglia

Come viaggiare con un salmone di Umberto Eco

Breve libro che raccoglie istruzioni sui generis raccolte dallo scrittore durante la sua giovinezza, insomma un libro di istruzioni d’uso per situazioni comuni da affrontare con distaccato cinismo, proponendo soluzioni particolari ad avvenimenti e situazioni di ordinaria amministrazione (es. come sopravvivere alla burocrazia).

Umberto Eco presenta molte situazioni divertenti, raccontate con una prosa semplice e acuta, proponendo vicende raccontate in modo più che divertente.

Racconta di situazioni da lui vissute in prima persona, come la vicenda del Salmone norvegese o sue considerazioni sulla vita, su come vivere certe situazioni (possiamo ricordarci come fare l’indiano nei film western).
Libro divertentissimo e di una comicità brillante.

Che c’è di meglio?


Lucrezia Iussi consiglia

L’uomo senza un cane di Håkan Nesser

Cosa c’è di meglio, quando il caldo è opprimente, che volare con il pensiero alla gelida Svezia? Date una possibilità a uno dei gialli più intriganti di Nesser: entrerete, guidati da lui, nelle menti dei personaggi, cercando di capire insieme al commissario Gunnar Barbarotti cosa è successo la notte del 19 dicembre, quando due membri di una numerosa famiglia sono scomparsi senza lasciare traccia.

Sarà una lettura veloce e appassionata quella che vi condurrà tra le pagine di questo romanzo doloroso, avvincente e ben costruito.


Nicolas Campagnoli consiglia

La neve dell’ammiraglio di Alvaro Mutis

Gioiello poco noto della letteratura sudamericana, questo romanzo ha per protagonista Maqroll il Gabbiere, un antieroe apolide in viaggio verso le segherie della Cordigliera colombiana. Riprendendo in parte la tradizione dei romanzi di viaggio, Mutis interpreta il viaggio e le tribolazioni del Gabbiere come un viaggio nell’inconscio umano, volto a indagarne le miserie, gli affetti, le pulsioni e gli affanni.

Appartenente alla “Trilogia del Gabbiere”, questo “romanzo interiore” è particolarmente adatto a caratteri più lenti e riflessivi, che vogliano isolarsi dal frastuono della spiaggia e perdersi tra le anse del Rio Xurandò.


Elisa Carini consiglia

Follia di Patrick McGrath

“Le storie d’amore catastrofiche contraddistinte da ossessione sessuale sono un mio interesse professionale ormai da molti anni. […] La storia di Stella Raphael è una delle più tristi che io conosca”. Così si apre Follia, romanzo psicologico che vi catturerà fino all’ultima pagina, mentre ve ne starete spaparanzati sotto l’ombrellone.

A raccontarci la storia di Stella, sposata con il vicedirettore di un manicomio criminale nei pressi di Londra, è il suo psichiatra Peter. Un giorno, uno noioso come tanti altri, Stella conosce Edgar, un paziente in semilibertà che ogni giorno cura il loro giardino. Edgar è un artista molto affascinante, ma la paranoia di cui soffre in passato gli ha provocato violentissime crisi rabbia: sua moglie fu trovata a pezzi…


Carlo Daffonchio consiglia

Oscar Wilde e i delitti al lume di candela di Gyles Brandreth

È un vero gioiellino uscito nel 2009, agli inizi di quel boom dei gialli con protagonisti investigatori improvvisati che ci cullano con l’illusione che anche noi di fronte ad un efferato delitto saremmo degli ottimi detective. Personalmente non so quanto io sarei credibile nel ruolo, che invece Gyles Brandeth riesce a far calzare magistralmente sull’aforista più citato e più brillante di sempre, Oscar Wilde.

In una Londra vittoriana dove tutto si fa, ma non si dice, un sedicenne viene ritrovato morto da Wilde che, aiutato dal poeta Robert Shepard (la voce narrante del libro) e da Arthur Conan-Doyle, decide di indagare con la grazia d’esteta che gli compete. Se la narrazione dell’indagine non è al livello della grande Agatha, rendono il libro imperdibile la capacità dell’autore di cogliere le atmosfere della Londra del 1889, dagli scintillanti tavoli del Savoy ai bassifondi perduti, e di fornirci un ritratto smagliante, raffinato e bellissimo dell’immortale Oscar.


Viviana Galazzo consiglia

Venuto al mondo di Margaret Mazzantini

“Una mattina Gemma lascia a terra la sua vita ordinaria e sale su un aereo, trascinandosi dietro un figlio, Pietro, un ragazzo di sedici anni. Destinazione Sarajevo, città confine tra Occidente e Oriente, ferita da un passato ancora vicino. Ad attenderla all’aeroporto, Gojko, poeta bosniaco, amico fratello, amore mancato, che ai tempi festosi delle Olimpiadi invernali del 1984 traghettò Gemma verso l’amore della sua vita, Diego, il fotografo di pozzanghere”.

Il romanzo racconta proprio la storia di questo amore, un amore viscerale, irrazionale, quasi primigenio nelle sue manifestazioni, mutabile ma nella sostanza incorruttibile, ambientato in uno degli scenari di guerra meno conosciuti ma più sanguinari di tutto il Novecento, dove la vita e la speranza convivono con “una Guerra che mentre uccide procrea”.


Francesca Sala consiglia

La sovrana lettrice di Alan Bennet

In questa estate, segnata indelebilmente dalla Brexit, questo libro serve per ricordarci quanto assurdo ma piacevole possa essere lo humor inglese. La regina scopre il piacere della lettura durante un’uscita imprevista e da questa nuova passione nascono amicizie e problemi.

Godetevi questa storia che mischia lo strano amore che ogni britannico prova per i reali con lo stile tipico di Bennet, arguto e sagace, anche in questa situazione così improbabile.


Claudia Campana consiglia

Guanciale d’erba di Natsume Soseki

Tra le opere fondamentali della letteratura giapponese moderna, questo romanzo possiede tutta la silenziosa delicatezza e la quieta scrittura in grado di dipingere con estrema precisione situazioni apparentemente normali, ma in realtà cariche di sentimenti e significati altri. Guanciale d’erba narra di un giovane artista che risiede per un periodo in un villaggio montano, lontano dalla città e dai suoi ritmi. Lungo i sentieri, durante le soste, nelle silenziose notti stellate, l’artista raccoglie le storie di chi viaggia con lui lungo la via e lungo la vita, e tenta di dipingere i dolori della fanciulla di Nakoi, desiderata da due uomini e sposata da quello che lei non amava. Partendo con lo sposo, il cavallo della giovane si ferma sotto un albero di ciliegio, i cui fiori cadono come lacrime sul suo vestito immacolato…

Le voci si moltiplicano, come una delicata orchestra di sussurri che forma pian piano una sinfonia completa. E l’artista, vagando, raccoglie ogni voce, “come un viandante qualsiasi, col suo guanciale d’erba – insieme cuscino di chi va per il mondo e metafora del viaggio di ogni uomo alla ricerca di se stesso – che ubbidisca al suo modesto e sublime compito: rasserenare il mondo e arricchire il cuore degli uomini”.

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