Film | It follows

42041_hpPotrebbe essere qualcuno che conosci o uno sconosciuto in mezzo a una folla. Ma farà qualsiasi cosa per avvicinarsi a te.

Uscito due anni fa in America, It follows è un film horror di David Robert Mitchell, giudicato dalla critica internazionale come uno dei migliori degli ultimi anni e arrivato in Italia a Luglio. Quindi, potete immaginare come la delusione provata in seguito alla visione di questa pellicola sia stata più cocente che mai.

La trama del film è piuttosto semplice: la protagonista è Jay, una giovane americana che si sta affacciando al mondo delle relazioni ed è piena di aspettative e speranze. Esce con un bel ragazzo che la tratta bene e la fa ridere ed è sempre molto gentile, anche durante il loro primo rapporto sessuale.

Ma basta un minuto di distrazione e la ragazza si ritrova legata mezza nuda a una sedia a rotelle mentre il suo “cavaliere” le spiega che è stato costretto a passarle una maledizione: essa si manifesterà sotto forma di un’entità malefica che perseguirà Jay fino a ucciderla o fino a quando la ragazza non deciderà di sacrificare un’altra persona, trasmettendogliela.

La realizzazione del prodotto è sicuramente interessante, con luci e inquadrature studiate a fondo proprio per rendere chiaro il senso di oppressione derivante dalla consapevolezza di essere sempre seguiti da qualcosa e per creare un forte contrasto tra le immagini, anche molto belle esteticamente, e il loro contenuto, decisamente agghiacciante.

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Un esempio della buona riuscita di questo studio e di questa ricerca tecnica è proprio la primissima scena, durante la quale la telecamera segue una ragazza che corre, in maniera frenetica e a piedi nudi, in mezzo alla strada, ritraendo in modo perfetto la sua paura e la sua confusione.

Ma purtroppo questi ottimi spunti tecnici non bastano a salvare completamente la pellicola. Infatti, l’elemento che dovrebbe scatenare terrore, l’entità malefica che segue la protagonista ovunque camminando lentamente, è quasi sempre vestita di bianco in modo da essere identificabile, anche da lontano. Questa sua riconoscibilità, però, vanifica qualsiasi sentimento di paura che lo spettatore potrebbe provare, perché non lo fa mai rimanere con il fiato sospeso, e non suscita mai la suspence che deriva dal fatto di non sapere quando questa creatura arriverà.

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In più, il motore dell’intera azione, cioè l’idea che ci si passi una maledizione attraverso il sesso occasionale, suona come una critica alla libertà sessuale, difficilmente conquistata negli ultimi tempi. Sembra quasi che il regista stia cercando di dare una connotazione fortemente negativa e anche, in parte, mortifera alle possibilità di esplorazione che i ragazzi, femmine e maschi indistintamente, hanno durante la loro giovinezza.

Tirando le fila del discorso, quindi, It follows ne esce come una pellicola un po’ deboluccia, né capace di terrorizzare fino in fondo né di veicolare contenuti interessanti o contemporanei.

E poi lo sappiamo tutti, è scritto a pagina 1 dei manuali sugli horror: se qualcosa ti insegue, non ti vai a nascondere in mezzo a un bosco buio. Vista la quantità di volte in cui la nostra protagonista Jay lo fa, per di più completamente sola, possiamo affermare con certezza che lei ha perso le lezioni base sulla sopravvivenza.

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Francesca Sala

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