Film | Hitchcock/Truffaut

 Nel 1962, mentre ero a New York per presentare Jules e Jim, mi accorsi che tutti i giornalisti mi ponevano la stessa domanda: “Perché i critici dei Cahiers du Cinéma prendono sul serio Hitchcock? È ricco, ha successo, ma i suoi film non hanno sostanza” […] Tornai a Parigi esterrefatto.

FRANÇOIS TRUFFAUT, Il cinema secondo Hitchcock

Questo documentario, tratto dal libro che lo stesso Truffaut scrisse, si potrebbe definire una delle più genuine dichiarazioni d’amore per l’arte cinematografica, rese attraverso le voci di due dei più illustri autori della sua storia.

Hitchcock, nato nel 1899, ha sperimentato in ogni campo fino ad a diventare il “maestro della suspence”, menzionato ancora oggi in quasi tutte le discussioni sui tempi e i ritmi nel cinema.

Truffaut, invece, classe 1932, ha lavorato per molto tempo nella critica, scrivendo per i Cahiers du Cinéma, prima di diventare egli stesso uno dei registi di spicco della Nouvelle Vague.

La nostra storia si svolge nel 1962, anno in cui queste due preminenti personalità danno vita a un progetto particolare: Truffaut chiese a Hitchcock di poterlo intervistare, facendogli domande sulla sua opera e sul cinema in generale, e, quando finalmente l’inglese diede il suo consenso, il giovane francese si recò a Hollywood con la sua collaboratrice e interprete e, per otto giorni, i due conversarono di cinema, ininterrotti e incensurati.

Da quegli scambi di idee e opinioni nacque il libro, pubblicato nel 1966, recentemente seguito da una trasposizione sullo schermo ad opera di Kent Jones, che riesce a trasmetterci la rilassatezza della situazione, la consapevolezza delle potenzialità del medium di cui si parla e la vera gioia di poter discutere di cinema con qualcuno che si stima infinitamente.hitchcocktruffaut1

Il film ha il difetto di essere un po’ troppo frammentario e soffre di aver dovuto scegliere quali aneddoti prendere dal libro e raccontare, dando così l’impressione di aver perso dei pezzi, ma questa è proprio l’unica pecca che gli si possa trovare.

Per la scarsa ora e mezza di durata, lo spettatore viene accompagnato dalle voci illustri di personaggi come Martin Scorsese, Wes Anderson, David Fincher e Peter Bogdanovich. Ciascuno di loro racconta come il cinema dei due registi e il loro libro abbiano cambiato il proprio modo di approcciare la realizzazione di un film, a partire dalla dilatazione o accelerazione del tempo, fino al modo migliore per creare attesa nel pubblico.

Per chiunque abbia anche solo un minimo interesse per il cinema, questo documentario è decisamente da vedere e il libro assolutamente da leggere. La passione che anima tutti i protagonisti, dai diretti interessati ai moderni commentatori, è tangibile in ogni parola e inquadratura.

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Quindi, davvero, fatevi un favore: recuperate questo piccolo gioiellino e preparatevi a entrare nel mondo di due registi completamente diversi eppure infinitamente simili nel loro modo di creare sempre nuovi mondi con la freschezza dei bambini.

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Francesca Sala

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