Film | Two lovers and a bear

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I believe that the spirits are your parents

And their parents and their parents and their parents

And they are in your bloodstream

And they run through your body constantly

Two lovers and a bear non è un film semplice e nemmeno gioioso, non fino in fondo almeno, ma rimane comunque una piccola chicca.
L’ultima fatica del regista canadese Kim Nguyen, conosciuto ai più per
Rebelle, nominato al Premio Oscar per miglior film straniero nel 2013, narra di due giovani innamorati che vivono isolati nelle isole all’estremo nord del Canada mentre cercano di confrontarsi con i fantasmi del loro passato.

Gli spettri che tormentano Lucy (Tatiana Maslany) sono legati a quel villaggio e a quella vita, mentre i demoni di Roman (Dane DeHaan) appartengono alla sua casa precedente, quella da dove sta cercando rifugio ai confini della civiltà.

La pellicola è un continuo tira e molla fra le paure dei due protagonisti e l’affetto che provano l’uno per l’altra; egoismo e altruismo si scontrano e, come in ogni storia d’amore, la speranza di essere messi al primo posto dal partner è sempre presente.

Ma, quando a Lucy viene offerta la possibilità di lasciare l’isola e liberarsi del suo complesso passato familiare, il sentimento dei due giovani viene messo alla prova e mostra i primi segni di cedimento: nessuno dei due riesce a rinunciare alle proprie posizioni e alle proprie convinzioni, rischiando così di compromettere la relazione.

In questo momento di difficoltà scopriamo qualcosa di più su Roman e sul suo passato: ci vengono, infatti, rivelati i suoi problemi con il padre e fa la sua entrata in scena il personaggio dell’orso, voce della coscienza e confidente di Roman, che, dopo avergli rubato la bottiglia di whisky, lo aiuta a capire cosa deve fare per rimettere la sua vita in carreggiata.

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Because they want you to live on

Because they want to live on

And they are trying all the time to tell you shit

Dopo questo allontanamento, i nostri due protagonisti riescono a ritrovarsi, convinti di ciò che provano l’uno per l’altra, e partono per il Sud, in un viaggio di formazione. Solo loro e le loro slitte contro le interminabili distese di ghiaccio.

Lo spettatore viene rapito dalle inquadrature luminosissime, dagli spazi sconfinati e dalle aurore boreali, mentre segue il percorso dei due innamorati che sembrano spensierati, come se fossero finalmente riusciti a liberarsi del peso che si portavano dietro.

I fantasmi, però, sono ancora dietro l’angolo e, infatti, siamo destinati a ritrovarli, in un ambiente che è tutto l’opposto dei luoghi aperti che abbiamo visto finora: una vecchia base militare abbandonata e buia, piena di corridoi e di anfratti sinistri, dove i due ragazzi saranno costretti ad affrontare per l’ennesima volta le loro paure.

Il film si dirige così a una conclusione, forse quasi inevitabile, anche se l’autore fa di tutto per permettere allo spettatore di arrivarci con la giusta tensione emotiva.

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And if you just spend a few minutes with yourself

You would hear them

(You would hear them

You would hear them)

GIL SCOTT-HERON, Parents

Two lovers and a bear è un prodotto con i suoi alti e bassi, non perfettamente equilibrato, ma reso godibile dall’ambientazione così inusuale e dai due attori protagonisti.

I luoghi sono, infatti, talmente nuovi agli occhi di qualsiasi pubblico che catturano l’attenzione e la mantengono, soprattutto nei momenti in cui la sceneggiatura presenta i buchi più evidenti.

Per quanto riguarda, invece, i giovani attori, la sorpresa sta nel vedere due volti, praticamente sconosciuti in quel di Hollywood (Dane DeHaan ha al suo attivo un buon numero di progetti, di cui i più famosi sono probabilmente The Amazing Spider-man 2 – Il potere di Electro e Life, mentre Tatiana Maslany è la protagonista indiscussa della serie sci-fi Orphan Black), reggere sulle loro spalle l’intero arco narrativo, accompagnati solo dalle apparizioni dell’orso.

Si può comunque dire che, nonostante i difetti, la pellicola riesce a dimostrarci che alcuni problemi sono universali e che, la maggior parte delle volte, il modo migliore per sconfiggerli è lasciarsi cullare dall’abbraccio di chi ci vuole bene.

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Francesca Sala

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