La ragazza con l’abito rosso #2

Era una domenica sera al Todos a Cuba. La ragazza con l’abito rosso mi guardò e scagliò per terra il suo bicchiere…

Perchè mi aveva guardato? C’era aria di sfida nei suoi occhi e sembrava non preoccuparsi degli sguardi dei presenti, che il rumore del vetro rotto aveva attirato.

Perchè aveva lanciato quel bicchiere? Perchè?

Eh no, quella ragazza pensava di farmi fesso. Non sapeva di aver attirato l’attenzione del commissario Marzio. Nella mia lunga carriera ho risolto decine di casi, sempre grazie alla mia perizia e al mio scrupolo: il dettaglio è tutto!

Per esempio, quella ragazza… indossava un abito rosso, lungo, troppo elegante per un normale aperitivo… troppo truccata… ah, e quella collana! Nossignore quella non la si indossa a caso!

E anche il ragazzo che le sedeva davanti era ben vestito, più o meno della stessa età; indossava un anello all’anulare che si stava torturando da quando era seduto al tavolo.

All’inizio mi sembrò ovvio, palese, cristallino: lui la stava lasciando e lei aveva dato di matto. Come avevo fatto a non pensarci subito?

Ma il ragazzo si mostrò troppo calmo, il che mi insospettii: se lei avesse lanciato il bicchiere per rabbia, uno dei due avrebbe urlato o si sarebbe innervosito, invece niente…

La risposta andava cercata altrove.

Notai una cartelletta nera, contenente dei fogli, nella borsa che la ragazza teneva per terra. Sembravano delle ricevute o delle scartoffie da ufficio.

Allora evidentemente dovevano essere colleghi di lavoro, o magari lui era il suo capo. Un licenziamento avrebbe potuto giustificare il gesto in effetti. Quella ricostruzione mi convinceva appieno!

Ma l’euforia durò poco: non feci in tempo ad accendermi una sigaretta che quei due riattaccarono a conversare amabilmente, come se nulla fosse accaduto. Doveva aver preso bene la storia del licenziamento… oppure stavano fingendo… Tutto ciò cominciava a puzzarmi, c’era qualcosa che non mi convinceva affatto, c’era sicuramente del losco dietro, lo sentivo!

Bisognava pensare fuori dagli schemi, pensare come pensano i malintenzionati. E se quel gesto fosse stato un segnale per altri complici?

In quel momento mi balenò in testa l’idea che fossimo nel bel mezzo di un’operazione criminale, magari un rapimento o una rapina: quei due loschi individui, ben camuffati da colleghi, si sarebbero seduti al bar e avrebbero tenuto sotto controllo il loro bersaglio; poi, quando questo fosse stato pronto, avrebbero avvisato i complici con quello strano segnale, che avevano concordato fra loro.

Dovevo fare qualcosa! Dovevo avvisare i proprietari e i presenti! Non potevo lasciare che si compisse un crimine in mia presenza. Ero ormai in pensione, va bene, ma ero pur sempre il pluridecorato commissario Marzio!

Tuttavia c’era ancora qualcosa che mi sfuggiva, un dettaglio che non tornava. Sprofondai nella mia sedia, abbattuto e confuso… Cosa potevo avere trascurato?

Ritenni opportuno riflettere maggiormente sulle mie ipotesi e, per non destare sospetti, ordinai un altro giro. Ma più pensavo e meno ci capivo.

Alla fine, realizzai che l’unico modo per venire a capo del mistero era interrogare i sospetti, come tanti anni di carriera mi avevano insegnato!

Mi avvicinai al loro tavolo, intromettendomi un po’ bruscamente nella loro conversazione, per sfruttare l’effetto sorpresa.

“Mi scusi, signorina, permetta una domanda. Perché poco fa ha lanciato il bicchiere per terra?”. Le chiesi con voce ferma.

Lei mi guardò smarrita.

Avevo fatto centro! Ovviamente l’avevo colta in flagrante! Era spiazzata: non avrebbe potuto far altro che confessare.

“Non l’ho lanciato… Mi è solo sfuggito di mano”. Mi rispose.

Mi è solo sfuggito di mano

“Ma certo… Le è solo sfuggito di mano” le risposi. Ringraziai frettolosamente e a passo svelto mi allontanai… tra l’altro dimenticandomi di pagare.

Mah, i giovani di oggi… Non li capirò mai.

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Nicolas Campagnoli

Quello che scrive (e pensa troppo). Studente di Lettere classiche, appassionato di matematica e di lingue improbabili, insaziabile lettore, amante degli aperitivi e filosofo da bar: chi avrebbe mai pensato che potesse scrivere per una rivista online?

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